USA: GLI ASSET AMERICANI CONTINUANO A TIRARE

15 Marzo 2005, di Redazione Wall Street Italia

– ROMA, 15 mar – Dollaro in recupero sull’ euro, spinto a sua volta a ridosso di 1,33 (minimo di seduta a 1,3309) come conseguenza del dato inaspettato relativo alle compravendite di asset statunitensi da parte degli investitori esteri, che a gennaio ha registrato un saldo positivo per 91,5 miliardi di dollari, ai massimi da quasi due anni. L’ euro, che in precedenza era salito fino a 1,3412 dollari, di conseguenza ha cominciato a scendere vistosamente attestandosi appunto ad un passo da 1,33.

I dati sulle compravendite di azioni, obbligazioni e titoli del Tesoro statunitense da parte dei soggetti stranieri (in particolare le banche centrali) erano molto attesi dal mercato dei cambi, perché destinati ad incidere sensibilmente, in un senso o nell’ altro, sulle quotazioni della valuta Usa. In presenza dei vistosi deficit dei conti con l’ estero e di quelli pubblici, infatti, il dollaro necessita di un adeguato flusso di capitali indirizzato negli States, pena un suo ulteriore deprezzamento.

Le indicazioni venute oggi a questo riguardo sono apparse confortanti, ma la vera cartina al tornasole è rappresentata dal dato in calendario domani, riguardante il deficit delle partite correnti Usa nel quarto trimestre del 2004, atteso ad un nuovo record alla stratosferica cifra di 182,8 miliardi di dollari. Se le stime saranno confermate, o addirittura si rivelassero peggiori, è inevitabile che il dollaro riprenda a soffrire.

Per il resto, la giornata odierna segnala un recupero dello yen contro dollaro, scambiato attualmente attorno a 104 contro 104,84 di ieri a New York. In questo caso la performance dello yen appare legata alle dichiarazioni rilasciate da un autorevole funzionario sudcoreano, secondo cui non appare sostenibile che i Paesi asiatici siano chiamati a farsi carico della tenuta dei consumi statunitensi.

Ad esprimersi in questi termini è stato Yoon Jeung Hyun, presidente della commissione di supervisione finanziaria e sulla scia di queste affermazioni lo yen è appunto risalito. Infine, i dati congiunturali dagli Usa in calendario oggi non hanno smosso più di tanto i rapporti fra le maggiori valute, con le vendite al dettaglio di febbraio in particolare cresciute meno delle attese, +0,4%.