Usa: futures al palo, pignoramenti record. Tassi fermi per Bce e BoE

13 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Quando manca un’ora e mezzo all’avvio delle contrattazioni a Wall Street, i derivati americani (vedi quotazioni a fondo pagina) viaggiano sulla parita’ preannunciando una partenza incerta come incerto e’ l’andamento dei listini europei, protagonisti di molta volatilita’.

Sembra essersi esaurita l’euforia che ieri aveva contagiato i listini del Vecchio Continente dopo l’andamento dell’asta Portoghese. Oggi e’ stata la volta di quelle spagnola e italiana. Complessivamente, la domanda e’ stata buona in entrambi i casi, ma i rendimenti sono saliti.

In Spagna, il rialzo e’ stato inferiore alle attese degli analisti, mentre in Italia, sia sulle scadenze a cinque che a 15 anni, il valore dei rendimenti ha toccato il massimo dal 2009. Detto questo, la reazione dei mercati di titoli di stato e’ stata in generale positiva, visto il restringimento degli spread.

Ora si guarda alla conferenza stampa del governatore della Bce, che ha appena confermato il costo del denaro al minimo storico (1%), esattamente come atteso mentre anche la Bank of Englandassi ha lasciato fermi i tassi di interesse (allo 0,5%).

Trichet potrebbe esprimersi, tra le altre cose, sull’ampliamento del fondo Salva-Stati, che secondo alcuni potrebbe essere finanziato anche con una tassa sulle banche. Ma si tratta di ipotesi, che devono essere ancora opportunamente vagliate dalle autorità competenti.

Negli Stati Uniti l’agenda macro e’ ricca e prevede: sussidi di disoccupazione, bilancia commerciale e produzione industriale (alle 14:30 italiane). Alle 19:00, sempre ora italiana, parlera’ il numero uno della Fed Bernanke di fronte alla FDIC, l’agenzia che garantisce i depositi bancari.

Nel frattempo e’ record storico per il numero di case pignorate, quindi tornate in possesso delle banche alla luce di mutuatari insolventi: nel 2010 sono state 1 milione.

Sugli altri mercati i futures sul petrolio con consegna febbraio del petrolio salgono dello 0,10% a $91,77. Il derivato con scadenza febbraio dell’oro perde $5 a $1.380,80. Sul fronte valutario, l’euro sale a $1,3198 (+0,51%). Quanto ai Treasury, i titoli a dieci anni mostrano un rendimento del 3,36% dopo il 3,355% di ieri.

Alle 14:00 (le 8:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 sale di 0,6 punti (+0,05%) a quota 1.284.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 segna +2,75 punti (+0,12%) in area 2.307,25.

Il contratto sull’indice Dow Jones avanza di 6 punti a quota 11.714 (+0,05%).