Usa: Fr, il mercato del lavoro è in crescita

31 Gennaio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Per il presidente della Federal Reserve, Ben S. Bernanke, c’è un nuovo enigma da sciogliere: perché, se l’economia Usa è rallentata come sembrano segnalare alcuni indicatori, il mercato del lavoro è ancora così vigoroso? L’enigma riguarda un tasso di disoccupazione vicino ai minimi dell’ultimo quinquennio e un tasso di crescita dell’occupazione che si profila per il 2006 altrettanto esuberante che nel 2005 — in presenza di un’economia in rallentamento.
I casi sono due: o il mercato del lavoro è in ritardo di qualche mese nel registrare il rallentamento economico, oppure l’economia è più forte di quanto indichino i dati ufficiali. Una crescita economica superiore alle previsioni — secondo Bloomberg news – accrescerebbe il pericoloche la Fed, il cui Comitato che decide in materia di tassi si riunisce oggi e domani, avrà maggiori difficoltà a contrastare l’inflazione. Janet Yellen, che presiede la Federal Bank di San Francisco, ha definito la situazione un “enigma” aggiungendo che vi è “un serio rischio” di aumenti più accentuati dei prezzi .“Il mercato del lavoro si è mostrato sorprendentemente solido rispetto a un rallentamento percettibile nella crescita ” economica, commenta Bruce Kasman, economista capo presso JPMorgan Chase & Co. a New York, secondo cui la Fed alzerà i tassi d’interesse entro fine anno. Si tratta della “questione primaria nelle prospettive d’inflazione.”Il mese scorso, i datori di lavoro Usa hanno registrato 167.000 nuovi addetti, chiudendo così un anno che ha visto in media una crescita media dell’occupazione pari a 153.000 al mese, contro 165.000 dell’anno prima. A dicembre, il tasso di disoccupazione è risultato pari al 4,5 percento, tasso più basso per questo mese dal 2000 a oggi, e in calo dal 4,9 percento di un anno prima. Il principale indicatore della crescita economica Usa ha dato invece di recente segnali del tutto opposti. La crescita del prodotto interno lordo è rallentata al ritmo annuale del 2 percento nel terzo trimestre, dal 2,6 percento del trimestre terminato a giugno e dal 5,6 percento del primo trimestre. Tale segnale potrebbe però subire modifiche proprio questa settimana: domani il governo fornirà la sua stima preliminare per il Pil del quarto trimestre e secondo la stima mediana raccolta tra gli economisti da Bloomberg News, la crescita dovrebbe segnare un’accelerazione, al 3 percento per l’ultimo scorcio del 2006. Gli economisti hanno infatti migliorato le loro previsioni questo mese, dopo i dati che segnalavano vendite al consumo superiori alle stime ed un passivo commerciale invece inferiore.
Due dati che fanno ritenere che forse l’economia stia meglio di quanto i dati precedenti non indicassero. Sempre domani, il dipartimento del Lavoro Usa fornirà i dati sul costo del lavoro.
Secondo le stime, l’indice dovrebbe segnare un aumento dell’1 percento da ottobre a dicembre, per il secondo trimestre consecutivo. Si tratta del ritmo più accentuato in oltre due anni, e questo mentre il salario orario medio è balzato del 4,2 percento il mese scorso rispetto ad un anno prima. Balzo che trova precedenti solo nel 2000.