USA: FED DEVE PRESTARE ATTENZIONE ALL’INFLAZIONE

22 Maggio 2001, di Redazione Wall Street Italia

L’intenzione della Federal Reserve di ridurre ulteriormente i tassi d’interesse potrebbe essere limitata, secondo Irwin Kellner, professore di economia all’universita’ Hofstra, dal timore dell’inflazione.

Gli indicatori economici rimangono misti, ma l’inflazione sembra infatti in rialzo.

I prezzi dei beni alimentari, ad esempio, sono saliti del 6% nell’ultimo mese al livello massino degli ultimi tre anni nonostante i prezzi dei materiali industriali siano ancora prossimi al livello piu’ basso degli ultimi 13 anni.

Poiche’ i prodotti alimentari- cosi’ come la benzina – sostiene Kellner, sono di largo consumo, il loro aumento di prezzo viene notato immediatamente e interpretato come elemento inflazionistico dal consumatore.

I prezzi alla produzione, poi, stanno salendo anche piu’ velocemente – negli ultimi 12 mesi l’indice dei prezzi alla produzione e’ cresciuto del 3,7% contro il calo dell’1% di tre anni fa – e i prezzi al consumo sono in crescita del 3,3%.

Anche le misure della liquidita’ in mano ai consumatori stanno salendo rapidamente – l’M2 – liquidita’, conti di deposito e fondi del mercato monetario – e’ in aumento dell’8% sull’ultimo anno e del 12% annuo nelle ultime 13 settimane.

Questi sviluppi non sono passati inosservati al mercato obbligazionario e il differenziale tra i tassi a breve e quelle a lungo termine e’ maggiore di quanto non lo sia stato negli ultimi sei anni, segnalando che gli investitori hanno iniziato ad anticipare una ripresa economica, ma anche un risveglio dell’inflazione.

L’ultimo elemento che la Fed non puo’ tralasciare di considerare, in quanto estremamente sensibile alla pressione inflazionistica e’ il prezzo dell’oro che e’ salito notevolmente tra le giornate di venerdi’ e di lunedi’ ed e’ ora ai livelli massimi di quasi 12 mesi.