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Usa: Elicotteri, Finmeccanica ancora in gioco

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Si riapre a sorpresa la partita per Finmeccanica sul fronte della fornitura all’Aeronautica militare Usa (Usaf) di elicotteri per la ricerca e il soccorso in aree di combattimento (Csar). L’appalto è stato vinto a novembre dalla Boeing con lo Hh-47. L’offerta, secondo la Usaf, è stata migliore rispetto a quelle dei concorrenti Lockheed con Finmeccanica (team Us 101) e Sikorsky. I primi hanno proposto il Marine One in una versione apposita per questo tipo di servizio, mentre i secondi lo H-92 Superhawk. “Il Government Accountability office (Gao) ha accolto le proteste della Sikorsky Aircraft Company e della Lockheed Martin Systems Integration-Oswego (Lmsi) contro l’appalto assegnato dall’Aeronautica militare alla compagnia Boeing per il rimpiazzo dei mezzi per il Combat and search rescue – si legge in una nota ufficiale del Gao, un’agenzia governativa del Congresso che analizza le spese federali -. Il Gao raccomanda che la Us Air force riapra la discussione con tutti gli offerenti e richieda un’attenta revisione delle proposte. Inoltre – conclude la nota – se dalle nuove verifiche risulterà che la proposta della Boeing non è più la migliore, l’agenzia dovrà recedere dal contratto. Infine, dovranno essere rimborsati alla Sikorsky e alla Lmsi i costi sostenuti per presentare la loro protesta, compresi quelli legali”. Con questa decisione, per la Lmsi e Finmeccanica si riapre la partita. Il consorzio composto dai due gruppi potrà riproporre nuovamente l’evoluzione del Marine One (l’apparecchio che ha vinto l’appalto per la fornitura degli elicotteri presidenziali), anche se con qualche modifica. Il velivolo ha battuto quello presentato dalla Sikorsky, in quanto è più maneggevole e i costi di gestione per il lungo periodo sono minori. L’apparecchio, una volta entrato a far parte ufficialmente della flotta presidenziale, ha inoltre riscosso molto successo sia da parte dei piloti sia da quella dei passeggeri, George W. Bush in testa. La sua ripresentazione permetterà a Finmeccanica di avere concrete possibilità di portare a casa un nuovo successo negli Stati Uniti. Infatti, la nuova gara vedrà di partenza il consorzio italo-americano in testa, forte delle credenziali “presidenziali”. Invece la Boeing si troverà svantaggiata, a causa dei dubbi manifestati dal Government accountability office, che passerà al setaccio la nuova proposta.