USA: E’ NUOVO RECORD PER IL DEFICIT COMMERCIALE

12 Aprile 2005, di Redazione Wall Street Italia

*Antonio Cesarano e’ il Responsabile Desk Market Research di MPS Finance. I suoi commenti non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

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(WSI) – Il deficit di bilancia commerciale Usa ha raggiunto a febbraio il nuovo record storico di 61Mld$, determinato principalmente da un incremento delle importazioni (+1,6% m/m) a fronte di esportazioni sostanzialmente stabili (+0.1%).

La componente petrolio ha inciso sull’incremento delle importazioni in valore, in seguito al rialzo del prezzo del greggio, registrando una variazione mensile dell’11,8%. Anche al netto di tale componente il deficit è risultato comunque in rialzo, passando da 43,3 a 44,6Mld$.

Dopo l’aspro dibattito sorto nel Congresso sull’ipotesi di introduzione di dazi sulle importazioni cinesi, l’attenzione era focalizzata sull’andamento della bilancia commerciale verso la Cina. A sorpresa il deficit si è ridimensionato (da 15,2 a 13,8 Mld$). Il dipartimento del commercio Usa ha però fornito anche il dettaglio inerente il settore tessile, che ha evidenziato un incremento delle importazioni del 9,8% m/m.

Si tratta di un settore particolarmente importante dal momento che dal primo gennaio di quest’anno sono scaduti i limiti posti sulle importazioni dei beni ad esso inerenti. Gli effetti nei primi due mesi dell’anno sono stati evidentissimi, con un recupero delle importazioni tessili ed abbigliamento del 62,4% rispetto allo stesso periodo del 2004.

Nell’ambito del Congresso si è allora acceso un aspro dibattito sulla possibilità di introduzione di dazi nell’ordine del 28% circa. Come spiegare allora il calo del deficit verso la Cina malgrado il forte recupero del settore tessile?

Le informazioni al riguardo non sono molto dettagliate. Il dipartimento del commercio ha però dichiarato che l’incremento delle esportazioni è stato favorito soprattutto dal settore degli aerei civili, che infatti complessivamente ha segnato un incremento del 5,1% m/m. Si tratta però di un settore spesso molto volatile, per cui la portata della riduzione del deficit verso la Cina si ridimensiona dal momento che potrebbe trattarsi di un effetto temporaneo.

Più strutturale sarebbe invece il recupero delle importazioni del settore tessile, a meno dell’imposizione dei dazi che peraltro sono stati osteggiati da alcune grosse catene di distribuzione Usa come Wal-Mart.

L’effetto sul mercato forex è stato piuttosto sorprendente con un recupero del Dollaro verso le principali valute. Nelle scorse giornate l’allargamento del deficit era stato in parte anticipato da un indebolimento del biglietto verde passato da 1,28 a 1,30 vs. Euro. Inoltre erano state formulate ipotesi di allargamento ancor più pessimistiche, fino alla soglia di 62Mld$.

Verosimilmente però pesa anche il timore che la Fed possa accelerare la fase di rialzo dei tassi o dare la quasi certezza di essere in procinto di farlo mediante l’eliminazione dallo statement del riferimento all’approccio “measured” già a partire dal prossimo Fomc del 3 maggio. A tal proposito le minute del Fomc del 22 marzo (in pubblicazione questa sera) assumono un’importanza particolare,

Al momento confermiamo l’ipotesi di mantenimento del “measured” nel Fomc di maggio con possibilità di rimozione dello stesso nel corso del Fomc successivo del 30 giugno. Laddove però il tenore dei dati macro in pubblicazione nei prossimi mesi dovesse segnalare un ridimensionamento delle stime di crescita, tale cancellazione potrebbe essere il preludio per una fase di arresto del rialzo dei tassi in attesa di verificare l’impatto della manovra restrittiva realizzata a partire dal mese di giugno del 2004.