USA-CUBA: INCONTRO ALL’AVANA CARTER-CASTRO

12 Maggio 2002, di Redazione Wall Street Italia

L’ ex presidente Usa Jimmy Carter e’ arrivato a Cuba alle 16:45 (ora italiana). Si tratta del primo presidente americano (in carica o ex) a visitare l’isola da quando Fidel Castro prese il potere nel 1959 e il primo dai tempi di Calvin Coolidge, nel 1928.

Vestito in abiti grigi civili e non con la sua classica uniforme militare, Castro ha ascoltato a fianco di Carter gli inni americano e cubano, mentre le due bandiere per la prima volta da decenni sventolavano vicine.

Castro e i Carter (l’ex presidente e’ accompagnato dalla moglie Rosalynn) hanno lasciato l’aeroporto Jose Marti’ con una limousine nera Zil di fabbricazione sovietica, riservata di solito agli ospiti piu’ importanti.

Come presidente tra il 1977-81, Carter ha cercato di ristabilire le missioni diplomatiche nei due paesi e ha negoziato il rilascio di migliaia di prigionieri politici cubani.

Le relazioni tra Usa e Cuba sono tuttora ufficialmente molto fredde e l’embargo economico e’ ancora in vigore da quattro decenni.

Gli Stati Uniti accusano Castro di violazione dei diritti umani, tema sul quale Jimmy Carter cerchera’ – ma lo scetticismo abbonda – di ottenere qualche risultato da questa visita, in termini di democrazia e diritti politici e umani.

Carter e’ a Cuba in veste privata e non come inviato della Casa Bianca di George Bush e ha sottolineato che non negoziera’ con il governo cubano.

Secondo fonti di Cuba, tuttavia, negli ultimi mesi si sono notati alcuni clamorosi segni di distensione tra i due governi.

A seguito dell’11 settembre una delegazione ad alto livello del Dipartimento di Stato americano, durante un viaggio segreto all’Avana, ha ottenuto da Fidel Castro l’assicurazione che lo spazio aereo del fronte nord di Cuba, che si affaccia davanti alla Florida (la cui costa dista 90 miglia) sara’ protetto 24 ore su 24 dai jet militari dell’aviazione cubana.

Un impegno comune Usa-Cuba contro il terrorismo di Osama bin Laden.

Senza contare che Castro non ha detto una sola parola contro la deportazione dei prigionieri talebani e di Al Qaeda nella base americana di Guantanamo.