USA: CRISI? OCCHIO AI SETTORI IN CONTROTENDENZA…

5 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori e clientela professionale ai sensi dell’allegato n.3 al
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(WSI)- Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono saliti su tutta la curva, generando un allargamento dello spread a 196 pb da 186 pb. In calo invece il differenziale sul decennale Italia-Germania sceso a 149 pb dai precedenti 155 ed il tasso Euribor tre mesi fissato ai nuovi minini a 1,77% da 1,79. Deludenti i dati sul Pmi servizi in tutta l’area Euro ed in particolare in Italia dove è stata registrata la quindicesima contrazione consecutiva, segnando un nuovo minimo dall’inizio della serie. All’interno si è registrato un forte peggioramento della componente nuovi ordini, vicina ai minimi storici. Ieri la Francia ha annunciato che aumenterà il numero di emissioni a medio e lungo termine a 155 Mld€ dai 145 delle ultime proiezioni. Oggi sono attese le riunioni della BoE e Bce che dovrebbero procedere entrambe ad un taglio dei tassi da 50 pb. In particolare è atteso l’annuncio da parte della BoE del quantitative easing (ossia di acquisti direttamente di titoli governativi) mentre la Bce, oltre a fornire le nuove stime di crescita ed inflazione, potrebbe continuare a ribadire lo studio di misure alternative senza però annunciarne alcuna in particolare.

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Negli Usa tassi di mercato in rialzo sulla scia sia dell’attesa della comunicazione delle emissioni della prossima settimana sia del recupero dei listini azionari. In quest’ultimo caso il contributo maggiore è arrivato dalle aziende collegate al comparto delle materie prime, sull’attesa di un nuovo piano cinese rivolto soprattutto alle infrastrutture, successivamente non confermato dal premier cinese. Il Beige Book della Fed redatto con i dati raccolti fino allo scorso 23 febbraio, ha evidenziato una continuazione della fase di estrema debolezza dell’economia da parte di 10 distretti su 12. Dal report è emersa l’aspettativa di un recupero non prima di fine 2009/inizio del 2010. Gli unici settori indicati in controtendenza sono stati quello alimentare e farmaceutico.

A febbraio, dopo due mesi consecutivi di recupero, è risultato nuovamente in calo l’Ism non manifatturiero (da 42,9 a 41,6) malgrado il recupero della componente occupazionale (37,3 da 34,4). Sul fronte corporate Ford ha annunciato un piano volto alla riduzione del proprio debito per 10,4Mld$, pari al 40% del totale, offrendo cash ed azioni ai detentori di bond. Nel breve è confermata la resistenza al 3,05% sul decennale.

Sul mercato azionario sono continuate le pressioni al ribasso che hanno interessato soprattutto comparti come quello telefonico e quello delle utility. Sul fronte macro il mese di febbraio ha confermato come il mercato automobilistico sia ancora profondamente in calo, con una variazione delle vendite pari a -41%. Nei prossimi giorni rimane particolarmente importante la resistenza sul decennale in prossimità del 3,05%.

Valute: il Dollaro continua ad oscillare intorno a 1,2550 vs. Euro, spingendosi ieri fino a 1,2460. Il comportamento del biglietto verde conferma l’importanza del supporto in area 1,25, il cui foramento al ribasso potrebbe portare il Dollaro fino ai minimi dello scorso anno in area 1,23. Il rialzo dei listini azionari globali ha favorito il deprezzamento dello Yen. Verso Dollaro il cross si sta avvicinando all’area di resistenza collocata a 100-100,70, mentre verso Euro la resistenza da monitorare si colloca a 126. Lieve apprezzamento dello Yuan cinese dopo che il premier Wen ha confermato il target di 8% della crescita nel 2009. Ha però disatteso il mercato non annunciando nuove misure a sostegno dell’economia smentendo le voci che circolavano da ieri.

Materie prime: forte rialzo delle materie prime guidate dalla speculazione di un nuovo piano di stimolo cinese. Il greggio Wti si è spinto fino ai 45$ favorito anche dal calo delle scorte Usa. Tra gli industriali il rialzo è stato guidato da piombo (+9,9%) e zinco (+8,2%). Positivi anche gli agricoli. Contrastati i preziosi con argento (+1,6%) ed oro (-0,8%).

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