USA, CRESCITA RECORD
E TASSI AL 5%

27 Febbraio 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Primo semestre a gonfie vele per l’economia americana, ma da giugno inizia la frenata. Le stime che circolano in questi giorni sembrano tutte concordare su un fatto: il misero +1,1% conseguito nel quarto trimestre dello scorso anno sarà presto un lontano ricordo. La diffusione dei dati sulla crescita del Pil nei primi tre mesi dell’anno dovrebbe mostrare un’economia in espansione – come si legge in una nota di Abn Amro – tra il 5 e il 6% con un significativo miglioramento del mercato del lavoro.

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Un po’ più caute ma sempre improntate all’ottimismo sono le stime sul Pil Usa che emergono da un sondaggio dell’associazione statunitense degli economisti d’impresa (Nabe) secondo cui la locomotiva Usa dovrebbe accelerare nel primo trimestre al 4,5%, per attestarsi su una media del 3,3% nell’intero anno. Gli esperti (53), spiega Stuart Hoffman, presidente del Nabe ed economista di Pnc Financial Services Group, “confidano su un rimbalzo dell’economia all’inizio del 2006, dopo una crescita dell’1,1% nel quarto trimestre 2005”.

La congiuntura, aggiunge, dovrebbe superare gli effetti dei cicloni dello scorso autunno e dell’aumento dell’energia. Gli esperti, nel dettaglio, si aspettano una crescita del 4,5% nei primi tre mesi, del 4% per il primo semestre e del 3% nel secondo.

Il ritmo di espansione atteso per l’economia statunitense è quindi abbastanza elevato che, secondo gli economisti del Nabe, spingerà la Federal Reserve a procedere a ulteriori due aumenti del proprio tasso di riferimento (di 25 punti ciascuno). Il Fed Fund, ha precisato Hoffman, è infatti atteso al 5% prima della fine dell’estate.

Gli esperti attendono per il 2007 un rallentamento della crescita al 3,1%, che dovrebbe accompagnarsi ad una riduzione dei tassi da parte della Fed fino al 4,50%. Buona parte degli economisti (53%) giudica tuttavia “i corsi dell’energia elevati e in rialzo come il più grande rischio per l’espansione economica”. Il 40% di loro prevede il prezzo del petrolio in una forchetta tra 60 e 80 dollari da qui alla fine 2006, contro il 45% che si attendeva una fascia compresa tra 40 e 60 dollari nel sondaggio di novembre. Gli esperti del Nabe, per quanto riguarda l’andamento dei prezzi al consumo, prevedono un’inflazione al 2,5% alla fine del quarto trimestre di quest’anno e al 2,3% per il ‘core’.

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