Usa: creati 252 mila posti, tasso di disoccupazione ai minimi di sei anni

9 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – In dicembre gli Stati Uniti hanno creato altri 252 mila posti di lavoro, con il tasso di disoccupazione che è sceso al 5,6% dal 5,8%, toccando i minimi di sei anni.

I risultati sono leggermente migliori delle previsioni, con il mercato che scommetteva su un tasso di disoccupazione in calo al 5,7%. Gli economisti interpellati da MarketWatch scommettevano su una crescita di 230.000 unità nell’ultimo mese del 2014.

Nel rapporto pubblicato dal Dipartimento del Lavoro non ci sono solo luci, ma anche ombre, il che non dovrebbe mettere troppa pressione sulle spalle della Fed. Gli stipendi orari sono scesi su base mensile per la prima volta da luglio 2013 e un numero superiore di americani rispetto a novembre non fa più parte della forza lavoro.

La media degli stipendi per ora lavorativa è scivolata dello 0,2%, facendo abbassare l’incremento medio su 12 mesi all’1,7%. Anche se le assunzioni sono continuate ad aumentare negli anni, dal 2010 la media è rimasta in un range compreso tra il +1,7% e il +2,2%.

Il calo dei salari è una “grande delusione” secondo gli analisti di ING. Ashraf Laidi di City Index osserva che visti i dati contrastanti Janet Yellen non avrà fretta di alzare i tassi di interesse.

Le ore lavorative sono state 34,6, un risultato invariato sui massimi post recessione.

I dati di novembre sono stati rivisti in rialzo a 353.000 posti creati contro i 321 mila precedentemente riportati. In ottobre il computo è stato di 261.000 unità create, a fronte delle 243 mila rese note in precedenza.

Nel 2014 nel suo complesso l’economia maggiore al mondo ha creato 2 milioni e 950 mila posti, il risultato migliore dai 3 milioni e 200 mila del 1999.
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Il tasso di partecipazione alla forza lavora è sceso dello 0,2% in dicembre a 62,7%: si tratta dei minimi post recessione nonché un livello che non si vedeva dal 1978.

Sui mercati petrolio e rendimenti dei Treasuries decennali salgono dopo la pubblicazione del report governativo. I contratti sull’oro con scadenza febbraio hanno esteso i guadagni.

I futures sui principali indici di Borsa, l’S&P 500 e il Dow Jones, hanno virato in positivo. Il dollaro rimane volatile, con gli investitori che cercano di interpretare i dati al meglio, mentre l’azionario europeo continua a scambiare in ribasso ma riduce i cali. Il paniere di riferimento del continente, lo Stoxx Europe 600, cede lo 0,3% al momento.

Il dato non è positivo come potrebbe sembrare di primo acchito, tuttavia: molti americani hanno infatti smesso di cercare lavoro.

(DaC)