Usa: creati 227 mila posti, disoccupazione stabile all’8,3%

9 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Buone notizie per Obama e il governo americano: l’economia statunitense ha creato 227 mila posti di lavoro in febbraio, mentre le assunzioni dei due mesi precedenti sono state riviste in rialzo di un numero complessivo di 61 mila unita’.

Lo ha annunciato il Dipartimento del Lavoro, aggiungendo che il tasso di disoccupazione e’ rimasto invariato all’8,3%. Il risultato – che corrisponde ai minimi degli ultimi tre anni – e’ in gran parte dovuto al fatto che sempre piu’ americani hanno fatto il loro ingresso nella forza lavoro, in cerca di un’occupazione.

Gli economisti scommettavano su un risultato di +206 mila posti e dell’8,3% per quanto riguarda il tasso di disoccupazione. Le aziende hanno assunto 233 mila persone. Lo stipendio medio per ora lavorativa e’ salito di 3 centesimi – ovvero dello 0,1% – a quota $23,31 mentre le ore lavorative settimanali sono rimaste invariate a 34,5.

In gennaio i dati sono stati ritoccati al rialzo a quota 284.000 da 243.000L: si tratta dell’aumento mese su mese maggiore da quando e’ terminate la Grande Recessione. I numeri di dicembre sono stati rivisti a 223.000 da 203.000.

Se si prende in considerazione il tasso di crescita degli ultimi tre mesi precedenti si scopre che e’ il piu’ elevato da inizio 2006.
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La ripresa del lavoro sta contribuendo ad aumentare gli stipendi che a lavoro alimentano le spese al consumo, da cui dipende il 70% della crescita della maggiore economia al mondo.

Ancora e’ presto per gioire, con gli ultimi dati macro che sono risultati a luci ed ombre, come ha sottolineato anche il presidente della Federal Reserve. Ben Bernanke ha detto che il mercato del lavoro rimane ancora “lontano da livelli che possono essere considerati normali”, un segnale che le autorita’ di politica monetaria continuano a ritenere necessario mantenere i tassi di interesse ai minimi storici dello 0-0,25%, dove si trovano ormai da anni.

“Le aziende hanno un po’ piu’ di fiducia nello stato della ripresa”, sottolinea a Bloomberg Omair Sharif, U.S. economist di RBS Securities. C’e’ “una sensazione piu’ forte che la domanda per i loro prodotti sara’ buona nei prossimi sei mesi”.

I dati sono stati accolti con favore dal mercato: i futures sui tre principali indici della borsa americana hanno aumentato i guadagni, con il contratto sull’S&P 500 che alle 14.40 italiane (le 8.40 di New York) avanza dello 0,2% a 1.363,2 punti. Viceversa, i prezzi dei bond Usa sono in calo, con il rendimento sui decennali di riferimento che sale al 2,05% dal 2,01% di ieri.