Usa: creati 192.000 posti, disoccupazione all’8,9%

4 Marzo 2011, di Redazione Wall Street Italia

Nel mese di febbraio gli Stati Uniti hanno creato piu’ posti di lavoro del previsto nel settore non agricolo, 192 mila contro i 185 mila attesi, e in un altro segnale di buona ripresa dell’economia il tasso di disoccupazione e’ sceso contro pronostico all’8,9%, ai minimi da aprile 2009.

I dati sono stati resi noti dal Dipartimento del Lavoro.

Rivisto al rialzo il dato di gennaio, a 63 mila posti creati da +36 mila. Il tasso di disoccupazione era atteso in rialzo al 9,1% dal 9% di gennaio, dopo il +9,8% di novembre, quando erano stati toccati i massimi da aprile.

Non e’ un segreto che nel settore privato le aziende stanno continuando ad assumere. I posti creati sono piu’ di quelli attesi (+222 mila contro i +198 mila del consensus). I dati di gennaio sono stati rivisti in meglio, a 68 mila unita’ in piu’ dalla lettura precedente di +50 mila. Societa’ come J.C. Penney e Macy’s continua ad assumere, con gli americani che sono tornati a mettere mano al portafoglio.

“L’economia sta riprendendo forza, sta risalendo la montagna ormai da un anno e questi numeri confermano tale andamento”, spiega a Bloomberg Tv Paul O’Neill, special advisor di Blackstone Group LP ed ex Segretario del Tesoro. “Dove ci troviamo in questo momento non e’ altro che il percorso naturale di guarigione dell’economia”.

Il numero uno della Federal Reserve Ben Bernanke e’ tra quei responsabili di politica monetaria preoccupati che la ripresa dell’economia non stia dando la giusta spinta al mercato del lavoro, una ragione per la quale la banca centrale ha deciso di continuare con il piano di allentamento monetario straordinario (Quantitative Easing 2) che prevede l’acquisto di $600 miliardi in titoli di stato a lungo termine e che scadra’ questa estate.

Analizzando il report nelle sue componenti, le ore medie lavorative settimanali sono state pari a 34,2 contro le 34,3 attese. Il risultato e’ identico a quello visto in gennaio. Il reddito medio per ora e’ rimasto invariato, deludendo le aspettative che erano per un rialzo dello 0,2% dopo l’incremento dello 0,4% di gennaio.