USA: COSA PUO’ CAMBIARE PER AZIENDE E CONSUMATORI

6 Agosto 2001, di Redazione Wall Street Italia

Per chiarire le prospettive per le societa’ USA si dovrebbe rispondere, secondo Irwin Kellner, professore di economia all’universita’ Hofstra, a tre domande:
Perche’ i responsabili aziendali sono cosi’ pessimisti?
Perche’ i consumatori rimangono ottimisti?
Cosa potrebbe far cambiare la situazione?

Il pessimismo sul futuro delle aziende deve essere attribuito a vari fattori, tra cui la legge fiscale del 1993 che proibisce alle societa’ di dedurre stipendi superiori a $1 milione l’anno da quella data sempre piu’ dirigenti hanno ottenuto quindi compensi sotto forma di azioni o opzioni; altri fattori sono poi la sovraproduzione, l’accumularsi delle scorte di magazzino, l’eccesso di investimento in tecnologia e il rafforzamento del dollaro – che rende difficili le esportazioni e riduce gli utili delle societa’ USA che fanno affari all’estero.

La riduzione degli utili, poi, tiene sotto pressione le societa’ nel tentativo di raggiungere le previsioni del mercato, pena la sottovalutazione del titolo.

I consumatori, al contrario, hanno buone ragioni per continuare ad acquistare.

Sebbene il tasso di disoccupazione sia salito dallo scorso ottobre, il 95% di chi vuole lavorare ha ancora un lavoro e i salari stanno salendo piu’ rapidamente dei prezzi – l’aumento annuo medio delle paghe orarie e’ pari al 4,4%, il piu’ alto dall’aprile 1998 e 1,1% in piu’ della variazione annua del tasso inflazionistico.

Il mercato azionario non rappresenta per la maggior parte degli americani la fonte principale di reddito e molti degli acquisti rimangono una necessita’.

Il valore delle abitazioni e’ cresciuto, i prezzi energetici sono in calo e i mutui stanno beneficiando della diminuzione dei tassi d’interesse.

Il dollaro forte nei confronti delle altre monete rende le importazioni piu’ convenienti – costringendo i produttori americani a mantenere bassi i prezzi – e i viaggi all’estero piu’ abbordabili.

La situazione, pero’, potrebbe mutare presto.

L’annuncio di ulteriori licenziamenti o un nuovo calo del mercato azionario potrebbe frenare i consumatori, mentre una crescita del mercato mobiliare e la ripresa delle assunzioni potrebbe far diminuire il pessimismo delle aziende.