USA: CONGRESSO VICINO ALL’ACCORDO SUL PIANO

11 Febbraio 2009, di Redazione Wall Street Italia

Il colosso americano delle macchine per costruzioni Caterpillar, che nelle scorse settimane ha annunciato il taglio di oltre 22mila posti di lavoro, potrà riassumere una parte degli ex-dipendenti se il Congresso approverà il piano di stimolo dell’economia Usa da 800 miliardi di dollari. Lo ha detto il presidente Barack Obama, riferendo indicazioni avute dai vertici di Caterpillar. Giovedì il presidente visiterà uno degli impianti del colosso dei macchinari da costruzione in Illinois.

Intanto il Congresso americano è vicino all’accordo per il piano di rilancio dell’economia. Secondo quanto riferiscono alcuni parlamentari, l’intesa sarebbe stata trovata su un piano di rilancio da 789 miliardi. Si tratta di una cifra inferiore sia agli 838 miliardi votati ieri dal senato sia agli 819 miliardi del testo passato alla Camera il mese scorso. L’accordo potrebbe essere raggiunto già oggi in modo da trasmettere il testo al presidente.

Proprio oggi Martin Wolf, numero uno degli editorialisti economici del Financial Times, si è detto scettico sul nuovo programma di salvataggio al sistema finanziario elaborato dalla nuova Amministrazione Usa, temendo che non sia sufficientemente aggressivo. Wolf è arrivato addirittura a chiedersi se la sua presidenza non sia già fallita, quando non è trascorso neanche un mese dal giuramento.

In un editoriale Wolf ha scritto che un politico, specialmente in tempi straordinariamente difficili come questi, deve basare il suo comportamento su previsioni pessimistiche, e un eccesso di azione è molto meglio di un’ azione insufficiente. Il governo Obama, secondo Wolf, sembra purtroppo essersi incamminato sulla strada sbagliata, con un approccio definito «ottimistico» e «indeciso», mentre gli Stati Uniti avrebbero bisogno di una strategia aggressiva, perfino «feroce», ed estremamente focalizzata.

Secondo l’editorialista del Ft l’approccio migliore sarebbe quello di ristrutturare le banche insolventi e liquidare quelle che non possono essere salvate. «Dei politici razionali devono presupporre il peggio. Se questo si dimostrerà pessimistico, si ritroveranno con un sistema finanziario eccessivamente capitalizzato. Se la scelta ottimistica si rivela sbagliata, avranno delle banche-zombie e un governo minato nella credibilità. La scelta è semplice in questo caso».