USA: CINQUE STATI FANNO CAUSA AL VATICANO

10 Maggio 2002, di Redazione Wall Street Italia

Cinque stati americani hanno fatto causa al Vaticano accusandolo di complicita’ in racket, cospirazione e frodi fiscali con il fuggitivo Martin Frankel, ora sotto custodia.

Frankel si trova in prigione per aver rubato circa $215 milioni dal suo impero di sette societa’ assicurative attraverso la fondazione Saint Francis of Assisi Foundation.

La causa degli stati del Mississippi, Tennessee, Missouri, Oklahoma e Arkansas, e’ ora depositata presso il tribunale federale del Mississippi.

Nella fattispecie

– Frankel avrebbe usato l’establishment della chiesa cattolica di Roma come garante per acquistare societa’ assicurative

– uno dei garanti vaticani complici di Frankel sarebbe stato un ex giudice della santa sede, ora sotto arresto.

– molti altri alti prelati del Vaticano sarebbero stati a conoscenza, in diversi gradi, dei tentativi di Frankel di acquisire societa’ assicurative attraverso la societa’ cattolica di carita’ fondata nel 1998.

Per ora non e’ chiaro se il governo federale accettera’ la legittimita’ dell’azione legale. Di solito cause contro stati sovrani come il Vaticano sono rifiutate sulla base dell’immunita’ diplomatica.

Ma ci sono eccezioni: il diritto USA permette di portare avanti cause contro stati sovrani nel caso di condotta commerciale fraudolenta. E proprio su questo punto insiste la causa intentata dai cinque stati.

Nella causa e’ coinvolto anche Monsignor Emilio Colagiovanni, presidente del Monitor Ecclesiasticus Foundation, che era gia’ stato arrestato lo scorso agosto a Cleveland con l’accusa di frode e riciclaggio di denaro.

Secondo la divisione criminale dell’Internal Revenue Service – il fisco americano – l’ultraottantenne ecclesiastico avrebbe accettato di aiutare il finanziere Frankel ad acquistare e controllare le societa’ assicurative Capitol Life Insurance e Western United Lide Assurance con lo scopo di defraudarle.

Il legale di Colagiovanni, John Robert Gulash, ha detto di non aver ancora visto la documentazione e quindi di non poter far commenti al riguardo.

Per ora negli USA non ci sono stati commenti da parte del Vaticano sull’azione legale.