Usa: Cambi, seduta piatta per il dollaro

5 Luglio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Seduta particolarmente “piatta” ieri sul mercato valutario, dovuta alla chiusura della Borsa americana che ha celebrato l’Indipendence Day. Pochi anche gli spunti che riempivano il calendario macroeconomico a sostegno di volatilità e transazioni. L’euro/dollaro si è mosso in un range tra gli 1,3605 e gli 1,3632, consolidando i movimenti della giornata di due giorni fa. Non è stato testato il massimo assoluto a 1,3682, anche se a nostro avviso rimangono tutti i presupposti di un re-test a tale valore. La Bce dovrebbe mantenere i tassi inalterati al 4 per cento oggi, visti anche i dati inerenti ai products price in linea con i consensi pubblicati due giorni fa, ma gli analisti stanno mettendo a fuoco quali saranno le dichiarazioni del governatore Trichet circa le aspettative di future strette monetarie. Intanto l’indice Purchasing Manager Services durante il mese di giugno ha mostrato un aumento a 58,3 punti percentuali rispetto ai 57 di storico. Tale indicazione conferma che il settore dei servizi è un input sulla pressione dei prezzi e ciò confermerebbe ulteriori movimenti di policy almeno di 25 punti base entro il 2007 per contrastare tale surriscaldamento. Tecnicamente tale currency-rate ha una forza relativa piuttosto marcata in area di ipercomprato e secondo altri technical-index la forza, la velocità e la pressione dei buyer risulta particolarmente esposta. Se da un punto di vista fondamentale le previsioni rimangono pro-euro, sostenute anche dai dati negativi sulla spesa al consumo e su un sempre più incerto settore immobiliare, dall’altra bisogna ricordare i livelli tecnici. A riguardo potranno risultare critici alcuni macro-movers che verranno pubblicati tra oggi e domani, quali le dichiarazioni dell’Istituto di Francoforte, di indicatori Ism servizi americani e sul sistema occupazionale americano. Un probabile scenario potrebbe essere un re-test verso i massimi a 1,3682 verso area 1,37 con un successivo pull-back, che andrebbe a toccare supporti particolarmente significativi. Nel frattempo continua la debolezza dello yen, a causa di un allontanamento dell’avversità al rischio che solitamente contraddistingue l’apprezzamento della valuta nipponica. L’euro/yen ha rotto la soglia di 167, avvicinandosi al massimo assoluto posto di pochi pips sopra; il dollaro/yen ha viaggiato tra i 122,19 e i 122,65, “chiudendo” per il secondo giorno consecutivo in positivo. La Bank of Australia ha lasciato inalterati i tassi di riferimento, decisione ampiamente attesa, tuttavia il dollaro australiano ha continuato a rinforzarsi.
*www.euroforex.com
di Lorenzo Daglio ed Emanuele Furlan*