Usa: Bernanke, cresce l’incertezza

29 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

L’economia Usa sembra destinata a proseguire un’espansione moderata, ma i rischi che minacciano questo scenario sono aumentati recentemente. Lo afferma ieri il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke.
“Ad oggi, i dati disponibili corroborano l’idea che l’attuale posizione di politica monetaria dovrebbe promuovere una crescita economica sostenibile e un graduale rientro dell’inflazione core”, afferma Bernanke nel testo di una testimonianza preparata per le commissioni economiche riunite del Congresso Usa. “Tuttavia le incertezze che circondano questo scenario sono aumentate in qualche misura nelle ultime settimane”, aggiunge. Di conseguenza, spiega il numero uno della Fed, la commissione che decide la politica della Banca centrale farà dipendere le mosse future dal quadro per crescita e inflazione che verrà dipinto dai dati futuri.
Sebbene appaia probabile che l’inflazione, al netto delle componenti volatili rappresentate da alimentari ed energia, rallenti gradualmente nel tempo, i rischi restano sbilanciati verso l’alto. Bernanke spiega che è “la significativa correzione del mercato immobiliare” il principale motivo della decelerazione dell’economia Usa, che ha avuto inizio la scorsa primavera. “Il prodotto interno lordo reale è cresciuto al ritmo annuo del 2 per cento circa nella seconda metà del 2006 e sembra si stia espandendo a un tasso analogo a inizio 2007”, osserva Bernanke.
Nel breve termine, aggiunge, le prospettive del mercato immobiliare restano incerte e ulteriori interrogativi sul comparto vengono sollevati dagli sviluppi sul segmento dei mutui subprime. L’innalzamento degli standard per la concessione di credito, sebbene appropriato, è destinato a ridurre in parte la domanda di case, mentre le abitazioni espropriate ai debitori insolventi vanno a incrementare l’offerta. Tuttavia, le ripercussioni sull’economia nel suo complesso dei problemi incontrati dai mutui subprime (più rischiosi perché concessi a soggetti con una storia creditizia non impeccabile alle spalle) dovrebbero rimanere limitate. Il presidente della Fed non vede in questa fase il rischio di recessione in relazione alle sempre più numerose insolvenze sui mutui subprime.
Il presidente della Federal Reserve precisa che la Banca centrale, in occasione dell’ultimo meeting, non ha modificato l’orientamento della politica monetaria ancora focalizzato sulla lotta all’inflazione. “Non ci siamo allontanati dall’orientamento restrittivo”, spiega Bernanke parlando alla commissione congiunta del Congresso Usa nella sessione dedicata alle domande dei parlamentari.
Bernanke dice che, a causa delle recenti difficoltà del settore immobiliare, i rischi sull’economia sono saliti, in parallelo alle pressioni inflattive. “Entrambi i lati del mandato assegnato alla Fed presentano rischi in qualche misura più rilevanti”, sottolinea Bernanke. Secondo il banchiere centrale Usa le incertezze sono aumentate, richiedendo una maggiore flessibilità da parte della Federal Reserve. Bernanke spiega, poi, che la Fed avrebbe un orientamento neutrale in caso di rischi equamente distribuiti sui due lati del mandato della Banca centrale.
Per il presidente della Federal Reserve, a dispetto degli attuali problemi in cui versa il settore dei mutui subprime, l’economia Usa resta destinata a un moderato ritmo di espansione. “Continuiamo a prevedere che l’economia cresca a ritmo moderato”, ribadisce alla commissione congiunta del Congresso nella fase delle domande e delle risposte. Alla domanda se le difficoltà nel mercato subprime e il crollo del settore immobiliare possano tradursi in una recessione il banchiere centrale risponde che esistono rischi su entrambi i versanti. “Siamo consapevoli che esistono rischi rispetto alla nostra previsione centrale” aggiunge, precisando che occorre ancora valutare quanto grandi siano tali rischi e come si materializzeranno.