Usa, anche S&P minaccia di declassare l’America

15 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Dopo Moody’s, anche Standard & Poor’s mette sotto osservazione con implicazioni negative il rating degli Stati Uniti, che potrebbe tagliare in caso di un mancato accordo sul debito. Gli incontri coi leader del Congresso procedono e prende forma un piano B per ridurre il deficit e aumentare il limite legale del debito.

E Barack Obama ha ammonito i leader repubblicani a non “giocare” con la questione del debito. In un’intervista tv il presidente ha avvertito: “Penso che a un certo momento, gli americani perderanno la pazienza se pensano che i politici giocano e non vogliono risolvere seriamente il problema”. Obama ha anche detto, secondo una fonte informata, che “e’ arrivato il momento di decidere” sulla riduzione di deficit e debito. Oggi alle 17 (italiane) il presidente terra’ una conferenza stampa.

L’agenzia di rating Moody’s aveva messo ieri, per prima, sotto osservazione per un possibile declassamento la tripla ‘A’ assegnata al debito sovrano Usa. Secondo la società di rating “la revisione del limite di debito potrebbe non essere fatta in tempo per evitare il default”. La scadenza e’ tra poche settimane, il 2 agosto.

Il rischio sui Treasuries, normalmente considerati come uno degli investimenti più sicuri al mondo, è aumentato dopo che il 16 maggio scorso e’ stato raggiunto il limite della capacita’ di indebitamento sancito dal Congresso per legge, attualmente a $14,294 trilioni, ma la cui incidenza sul Pil di fatto e’ inferiore a quella che ha l’Italia: e’ intorno al 100% rispetto al nostro 120% (fatti i debiti paragoni, visto che l’economia Usa e’ da oltre 14 trilioni di dollari e quella italiana circa 10 volte inferiore). Il Congresso si è rifiutato di alzare il limite fino a che non sarà raggiunto un accordo sul taglio del deficit di bilancio, lo scorso anno a $1,29 trilioni.