Usa: +175 mila posti, disoccupazione al 6,7%

7 Marzo 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Le condizioni meteorologiche avverse, le tempeste di neve e il freddo gelido hanno raffreddato anche l’andamento delle nuove assunzioni negli Stati Uniti. Tuttavia per gli analisti la situazione dovrebbe migliorare nei prossimi mesi.

Il numero di posti creati in febbraio è stato di 175 mila, contro le stime per +165 mila unità. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 6,7%, in rialzo dello 0,1% dal mese precedente: in questo caso sono state deluse le atteso. Rivisti in meglio i dati di gennaio.

I salari orari sono aumentati dello 0,4%, mentre il consensus di Briefing prevedeva un miglioramento dello 0,2%. La media di ore lavorative per settimana workweek è scesa a 34,2, contro le 34,4 attese. Il tasso di partecipazione alla forza lavoro è rimasto invariato al 63%.

Analizzando nel dettaglio le cifre, si scopre che il mercato del lavoro non è più un luogo per giovani. Dall’inizio della Depressione, nel dicembre del 2007, infatti, le persone che hanno più di 55 anni hanno visto un incremento di 4,9 milioni di posti di lavoro. Quelli più giovani di 55 anni sono anocra 3,1 milioni di posizioni sotto il livello pre crisi subprime.

La Federal Reserve non verrà probabilmente spiazzata da questi dati, che spingono in lieve rialzo il mercato azionario e il dollaro. Il report occupazionale era diventato il barometro principale sul quale la banca centrale si rifaceva per stabilire come agire e quando alzare il piede dalle misure di allentamento monetario straordinario. Ma i tempi sono cambiati.

“Il report di febbraio fornirà indicazioni più importanti sul fronte dei consumi di quanto non lo farà per quanto riguarda le prossime politiche monetarie”, ha dichiarato a Fox Kristina Hooper, strategist di Allianz Global Investors.

“La Fed sta sempre di più guardando a un ampio mosaico di dati economici per determinare se continuare, accelerare o rallentare il ‘tapering'”.

Ad ogni modo i numeri sono certamente il dato macro più importante delle ultime settimane e la Fed lo analizzerà in maniera approfondita e dovrebbe giocare un ruolo nelle prossime decisioni di Janet Yellen e soci che devono decidere se ridurre o no la portata di acquisti di titoli di Stato.