Universita’ Economia: Italia rimandata, Uk e Usa al top

22 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Non sorprende vedere Harvard in vetta alla classifica delle universita’ migliori al mondo in materia economica. L’ateneo del Massachusetts ha ottenuto un punteggio pieno alle voci “qualita’ di insegnamento” e “possibilita’ di trovare lavoro”, insieme al “numero di pubblicazioni accademiche” i tre elementi principali che vengono presi in considerazione da QS, societa’ di consulenza professionale, per stilare la graduatoria.

Non deludono nemmeno le altrettanto prestigiose Cambridge, MIT, Stanford, Oxford, Yale e Berkeley. Stupisce e fa rabbia invece vedere che nell’Olimpo dell’eccellenza in fatto di istruzione (i 200 istituti migliori rappresentano circa l’1% del totale) dopo la Bocconi di Milano (29esimo posto) ci sia il vuoto di istituti italiani.

Tanto e’ vero che per trovare un altro ateneo nostrano bisogna scendere fino al 76esimo posto dell’Alma Mater Studiorum di Bologna, il piu’ antico del mondo occidentale (fondato nel 1088). Sempre restando all’interno dei confini dell’istruzione pubblica, al 120esimo si piazza la Sapienza di Roma, di poco dietro al Politecnico di Milano (116). In fondo Tor Vergata di Roma (180). Tutte le altre, non pervenute. Solo due presenze nei 100 migliori istituti universitari e’ un magro bottino (vedi tabella con la classifica completa).

QS ha messo in fila le migliori universita’ del mondo del 2011 dopo averne prese in considerazione oltre 2.000 ed esaminate piu’ di 700. Nel dettaglio la reputazione accademica conta per il 40% nel giudizio. La facilita’ di trovare lavoro dopo gli studi (calcoli che vengono effettuati tramite lo svolgimento di sondaggi) il 10% e le pubblicazioni per facolta’ il 20%. Il voto degli studenti nazionali influisce per il 20% nella metodologia scelta, quello degli studenti stranieri e degli alunni provenienti da un’universita’ straniera vale in emtrambi i casi il 5%.

Uscendo per un attimo dalla sfera economica, nel ranking generale Cambridge ha conservato il primo posto davanti a Harvard, che fino al 2010 poteva vantare sei anni di fila in testa alla speciale graduatoria (stilata per la prima volta nel 2004). Il maggior salto e’ quello effettuato dall’Universita’ di Glasgow, che ha scalato 18 posti rispetto al 2010.

Riassumendo, nel complesso 22 paesi sono rappresentati nella Top 100 – in aumento rispetto ai 19 dell’anno scorso. Di questi, 15 sono universita’ asiatiche, tra le quali si mette in luce l’Universita’ di Hong Kong al posto 23.

Va sottolineato che prima di quest’anno le classifiche di QS sono state preparate in collaborazione con il settimanale britannico Times Higher Education (THE). Ma quest’ultimo ha deciso di non lavorare piu’ con QS e preparare la propria personale graduatoria, su cui pesera’ meno il parere di studenti, professori e societa’ private, che secondo THE non sono indicatori assoluti di eccellenza.

La gradutoria di THE, che fara’ dunque piu’ affidamento su analisi e statistiche, uscira’ la prossima settimana e gli istituti piu’ prestigiosi d’Italia e’ bene che si preparino a ricevere altre cattive sorprese.