UNICREDIT, OUTLOOK NEGATIVO, DOVREBBE TAGLIARE IL DIVIDENDO

2 Ottobre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Unicredit fallisce un nuovo recupero in Borsa e termina in calo del 2,53% (a 2,813 euro), in una seduta decisamente più tranquilla dopo la tempesta di ieri. La rete del gruppo ottiene intanto buoni riscontri nelle prime richieste di sottoscrizione giunte dal pubblico su un bond da 2,3 miliardi lanciato oggi.

L’agenzia di rating Fitch, però, per prima traduce le nuove incertezze tagliando da positive a negative le prospettive sul gruppo, anche in considerazione delle tensioni sul patrimonio della banca. Ieri l’attacco in Borsa su Unicredit si era tradotto in una interminabile sospensione al ribasso, nel mattino, seguita nel pomeriggio da un’impennata, dopo lo stop Consob alle vendite allo scoperto sui finanziari e il ritorno della speculazione al rialzo, tra voci impazzite anche di una scalata del Santander (tutt’ora senza riscontri).

In serata era poi intervenuto l’amministratore delegato Alessandro Profumo cercando di spazzar via altri rumor. Nel mattino di oggi Unicredit ha così cercato una nuova normalità, viaggiando spesso in deciso rialzo in Borsa, per veder sfumare i guadagni quando è deteriorato l’andamento di tutto il mercato.


Rispetto a ieri la tensione si é comunque placata, con volumi di scambio dimezzati (da 380 a 220 milioni di pezzi). La forza patrimoniale di Unicredit continua intanto a venir scandagliata, nonostante il gruppo abbia annunciato ieri decise misure di rafforzamento. Fitch ha ad esempio notato che il capitale della banca è sotto tensione, in un momento in cui si sta indebolendo la generazione del capitale interno e si escludono importanti progetti di ricapitalizzazione. Il Wall Street Journal ha ricordato dal canto suo come per l’adeguatezza patrimoniale considerata ai fini di vigilanza vada considerato solo il capitale netto tangibile, il patrimonio cioé senza avviamenti e attivi immateriali.


Ma Unicredit ha avviamenti per 21 miliardi, dopo acquisizioni che per il quotidiano difficilmente porteranno i ritorni attesi. Rispetto alla “modesta” cessione di asset annunciata, scrive così il Wsj, una mossa più convincente potrebbe essere un taglio dei dividendi. Portare la cedola da 26 a 10 centesimi, è la stima, rafforzerebbe il capitale tangibile di 2 miliardi.


Al primo giorno di lancio di un bond per 2,3 miliardi Unicredit ha già raccolto richieste per quasi 700 milioni. L’emissione era in preparazione da diverse settimane ma la risposta sembra confermare la fiducia dei risparmiatori per la rete Unicredit in un momento di grande incertezza.

“Credo che il sistema finanziario italiano sia solido e buono e banchieri come Alessandro Profumo e Dieter Rampl siano ottimi banchieri”, ha detto intanto Vincent Bolloré, il finanziere bretone che con Unicredit siede nell’azionariato Mediobanca. Proprio Rampl era oggi a Bruxelles per un incontro dei principali banchieri europei con il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso. Tra i vari incontri succedutisi ieri, infine, si è appreso oggi anche di una visita del vice presidente di Unicredit, Fabrizio Palenzona, al sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta.(ANSA)