Unicredit: l’impatto negativo della Grecia più forte delle attese

3 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – UniCredit, la banca numero uno in Italia, si unisce al gruppo di tutti quei colossi bancari europei che sono stati costretti a svalutare i titoli di debito greci che hanno in portafoglio, come BNP Paribas, Credit Agricole, e Deutsche Bank. Piazza Cordusio, secondo quanto riporta Bloomberg, è stata costretta a svalutare un quarto dei bond greci di cui è in possesso per 535 milioni di euro.

L’ammontare svalutato è superiore al 21% stabilito nell’accordo per salvare la Grecia: insieme ad altri istituti Unicredit ha infatti firmato il piano di salvataggio dell’Institute of International Finance che ha visto i privati, ovvero le banche, acconsentire alle svalutazioni dei loro titoli di debito greci.

Detto questo, nel corso del secondo trimestre i risultati di Unicredit si sono più che triplicati, grazie ai minori accantonamenti che hanno compensato per l’appunto le partecipazioni che l’istituto detiene nel debito greco. Gli utili netti sono saliti a 511 milioni di euro, in rialzo rispetto ai 148 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente, e meglio dei 463 milioni di euro stimati in media da 14 analisti intervistati da Bloomberg.

“Il risultato migliore è quasi interamente spiegato dai minori accantonamenti, che rappresentano una buona notizia”, ha commentato a Bloomberg Patrizio pazzaglia, money manager presso Bank Insinger de Beaufort.

Il titolo Unicredit reagisce comunque bene alla notizia e al balzo degli utili e sale più del 3%.