UNICREDIT ACCUSA LE BANCHE LOCALI: ‘ATTI DI SCIACALLAGGIO A TREVISO’

9 Ottobre 2008, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – «Portate il conto da noi, Unicredit sta per fallire». Nella giungla del sistema bancario ora è il momento degli sciacalli. La denuncia arriva dalla stessa Unicredit: le banche concorrenti cercano di strappare clienti ipotizzando un imminente crollo dell’istituto di Alessandro Profumo.

Questi “terroristi” della finanza domestica stanno facendo della piazza trevigiana un terreno di caccia: le segnalazioni da parte della rete degli sportelli, secondo Unicredit, sono già tante. «Una concorrenza sleale ignobile», attacca l’istituto di credito con sede a Bologna.

«Cosa succede ai miei soldi?». E’ questa la domanda che migliaia di risparmiatori, in questi giorni di burrasca dei mercati, si stanno ponendo. Un timore che qualcuno cerca di trasformare in terrore. Tra i vertici di Unicredit le preoccupazioni per il crollo del titolo in Borsa si mescolano con la voglia di far capire a chiare lettere che i soldi dei clienti non sono a rischio.

Ma la scintilla che fa impennare il nervosismo ai piani alti arriva dalla base: a Treviso – è la denuncia della rete, sportellisti e direttori di filiale in particolare – le banche concorrenti alimentano voci di un imminente crollo di Unicredit per convincere i clienti a portare i conti da loro. «Una concorrenza sleale ignobile – dicono a Bologna – la rete trevigiana ci ha segnalato questa pratica scorretta di chi alimenta il panico a proprio vantaggio».

Sotto accusa ci sono le banche locali. Non ci sono denunce formali, per ora, perché mancano le prove di queste presunte scorrettezze segnalate da Unicredit. Il clima, comunque, è tesissimo: il terremoto finanziario mondiale fa cadere i cocci anche a Treviso. Sono a decine, ogni giorno, i clienti che si presentano agli sportelli Unicredit per capire che ne sarà del serbatoio del proprio bancomat.

«Non registriamo fughe di clienti – dicono ancora da Bologna – solo molte richieste di chiarimenti, informazioni, garanzie. Noi le diamo, ma il vero nemico è chi alimenta il panico in maniera ingiustificata». I terroristi del conto corrente, insomma. Nata da una maxi-fusione fra sette banche, fra le quali la trevigiana Cassamarca, Unicredit conta oggi circa un centinaio di sportelli in tutta la provincia. I clienti trevigiani della rete retail con un proprio conto corrente attivo sono oltre 120 mila.

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