Ungheria: rischio congelamento dei fondi Ue dal 2013

25 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro ieri si è assistito ad un calo dei listini azionari e ad un lieve incremento dello spread italiano a 417 pb da 413 pb.

Le decisioni degli operatori continuano ad essere condizionate dall’attesa per l’esito dello swap greco e dalle voci sui tempi e le modalità di implementazione dei fondi Esfs/Esm. Sul primo punto indiscrezioni di stampa segnalano la possibilità che sarebbero allo studio ipotesi di coinvolgimento anche della Bce nello swap del debito greco.

Ieri il primo ministro Monti al termine della riunione Ecofin ha dichiarato che con l’accordo sul fiscal compact anche il ruolo della Bce potrebbe avere un’evoluzione. In merito all’eventuale aumento della dotazione dei due fondi Efsf ed Esm (fissato a 500 Mld€ nel periodo di convivenza luglio 2012-giugno 2013) ha dichiarato che la firma del fiscal compact potrà essere un punto di svolta.

I ministri dell’Ecofin hanno deciso di avviare una procedura di infrazione verso l’Ungheria che non ha fatto abbastanza per riportare il deficit/Pil sotto il target del 3%, aprendo così la strada ad un congelamento dei fondi Ue dal 2013.

Il Fmi ha confermato le prime anticipazioni sulle nuove stime di crescita. Per l’area Euro il Pil del 2012 è atteso scendere dello 0,5%, più pesante il calo italiano del 2,2%. Nel 2013 l’Italia e la Spagna continueranno ad avere un Pil negativo dello 0,6% e 0,3% rispettivamente. Positiva la crescita per la Germania sia nel 2012 (+0,3%) sia nel 2013 (+1,5%).

Il membro della Bce Gonzales Paramo ieri in un’intervista ha dichiarato che in area Euro, considerati gli ultimi dati, è improbabile l’ipotesi di un calo del Pil nel quarto trimestre.

Sul fronte Uk da segnalare che le minute del’ultimo incontro segnalano la propensione di alcuni membri verso l’incremento del programma di acquisti di asset.

Sul fronte macro segnaliamo il rialzo dell’indice Ifo tedesco di gennaio, guidato dalla componente aspettative a 100,9 da 98,6, ai massimi da luglio 2011. Il rialzo maggiore è stato registrato dal comparto manifatturiero.

Oggi la Germania emetterà un titolo trentennale fino a 3Mld€.

Negli Usa tassi di mercato ancora in rialzo sulla parte a lunga con il tasso a 10 anni che si è attestato per la terza seduta consecutiva sopra il livello del 2%; la parte a breve al contrario è rimasta pressoché stabile favorita dal buon andamento dell’asta per 35 Mld$ tenutasi ieri.

I listini azionari hanno chiuso la sessione in lieve calo penalizzati dalla perfomance negativa dei settori telecomunicazione e utilities.

Sul fronte societario notizie positive sono giunte dalla trimestrale di Apple annunciata a chiusura mercati che ha comportato nell’after hour un recupero di circa l’8%. La società californiana ha infatti chiuso l’ultimo trimestre del 2011 con un utile record di 13,1 Mld$, più del doppio di quanto registrato nello stesso periodo dello scorso anno grazie alle vendite record del nuovo Iphone 4S.

Per la giornata odierna l’attenzione degli operatori sarà interamente focalizzata sull’esito della riunione Fed (la prima con esplicitazione delle previsioni sui Fed Fund dei 17 membri) e la successiva conferenza stampa di Bernanke. Il governatore potrebbe ribadire la propria posizione a favore di nuovo piano di QE anche se la probabilità che questo venga preannunciato già nella giornata di oggi è molto bassa.

Valute: l’euro consolida il movimento vs dollaro in area 1,30 avvicinandosi ai livelli di resistenza di breve periodo nonostante il Fmi abbia tagliato le stime di crescita per l’area Euro a -0,5% dal +1,1%, con un recupero dello 0,8% previsto per il 2013. Per i prossimi giorni il cross potrebbe mantenere tale direzionalità, con quota 1,31 che diventa un livello di resistenza importante; da monitorare per oggi la riunione della Fed, con possibili indicazioni sulla futura operazione di quantitative easing.

Lo yen si è deprezzato nei confronti delle principali valute dopo la conferma che nel 2011 è stato registrato il primo deficit commerciale annuale da 31 anni. Verso euro lo yen trova il supporto più vicino a 101 (il vecchio livello di resistenza), mentre la nuova resistenza principale si attesta a 102,60, con livello intermedio a 102. Il dollaro/yen è salito sui massimi del 2012 avvicinandosi all’area di resistenza collocata a 78-78,30.

Materie Prime: tra gli energetici lieve calo per il Brent (-0,5%), mentre sale per il quarto giorno consecutivo il gas naturale (+1,2%). Positivi la maggior parte di metalli industriali guidati dallo zinco (+3,2%) in vista del comunicato del FOMC.

Prese di profitto sui metalli preziosi con oro ed argento in lieve calo (-0,8% e -0,9% rispettivamente). Tra gli agricoli in evidenza il cacao (+6,4%), in calo il cotone (-1,2%).

Copyright © Servizio Market Strategy MPS Capital Services per Wall Street Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori qualificati, così come definiti nell’art. 31 del Regolamento Consob n° 11522 del 1° luglio 1998 e successive modifiche ed integrazioni. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.