UNA POLITICA ECONOMICA DA GOVERNO BALNEARE

20 Settembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Appuntamento a gennaio. Dopo il tumultuoso vertice di giovedì sappiamo – finalmente – a cosa serve davvero il semestre italiano di presidenza dell’Unione europea, che si trascina finora in una anonima routine. Serve a giustificare il rinvio dell’ennesima verifica all’interno della maggioranza. Con tutto quel che la circonderà: dalla minaccia del rimpastino a quella del ribaltone, e via dicendo.

Ormai la frittata della Finanziaria è stata fatta. La situazione economica sta precipitando e a molti fa venire in mente il drammatico 1992. Che non si ripeterà solo grazie all’euro. Ma la manovra di correzione del disavanzo da 16 miliardi che il governo sta mettendo a punto non riflette affatto questo scenario. Quella che si profila è una legge di galleggiamento, senza alcuna scelta di politica economica, senza un asse strategico. E’ una manovra pre-elettorale, da governo balneare.

Ora il ministro Tremonti è diventato difensore della pace sociale. Ai colleghi della Casa delle libertà ha spiegato che non si può fare «macelleria sociale» intervenendo sulle pensioni di anzianità e che il consenso è importante. Ma è certo, l’inquilino di via XX settembre, che sia davvero largamente condivisa la raffica di condoni per la quale egli sarà ricordato?

La delusione per l’operato di questo governo sul terreno economico sta crescendo. Solo qualche giorno fa questo giornale ha raccolto quella di Andrea Pininfarina, industriale del nord ovest. Oggi pubblica un’intervista con Nicola Tognana, vice presidente della Confindustria, imprenditore del nord est. Cambiano i toni ma non la sostanza.

La Cisl di Savino Pezzotta, insieme alla Uil di Luigi Angeletti, aveva sottoscritto il Patto per l’Italia del 2002. Ora sono ad un passo dal proclamare dello sciopero d’intesa con la Cgil di Guglielmo Epifani. Tremonti, evidentemente, ha fatto male (un’altra volta) i suoi conti.

E’ tale la carenza di iniziative del governo sul fronte della politica economica che a Palazzo Chigi è arrivato un appunto della Confindustria la quale suggerisce come affrontare la preoccupante crescita dell’inflazione «nonostante la bassa crescita dell’economia».

Da viale dell’Astronomia si propone un tavolo di confronto tra tutte le parti coinvolte per definire un’analisi condivisa sulle cause dell’inflazione. Non è una ricetta miracolosa ma almeno dà il senso di una presenza, di un’attenzione ai problemi. L’Italia, però, non ha bisogno di supplenti, ha bisogno di un governo dell’economia.

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