UNA “FARFALLA” PER INVESTIRE IN AMERICA

12 Agosto 2009, di Redazione Wall Street Italia
*Pierpaolo Scandurra è Managing Director di www.certificatiederivati.it. I suoi commenti non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

(WSI) – Chiudendo la settimana al di sopra dei 1000 punti lo S&P500 ha segnato una nuova tappa di avvicinamento ai livelli pre-crisi dello scorso novembre, anche se adesso dopo tre giorni e’ gia’ sotto la quota psicologica. A questo punto, il rimbalzo dai minimi ha superato il 50% ma, sfortunatamente, non tutti coloro che hanno investito sull’indice a stelle e strisce nell’ultimo semestre hanno potuto godere dei frutti del corposo rialzo.

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In particolare, è rimasto al palo chi ha deciso di puntare su un certificato Butterfly, quotato in Borsa Italiana, firmato da Banca Aletti. Chiariamo subito, l’emittente non ha alcuna responsabilità sull’immobilità del prezzo del certificato. Ciò che ha reso insensibile il Butterfly ai continui rialzi dell’indice sottostante è la particolare struttura del certificato, un mix di opzioni put e call comprate e vendute, che ha come motivo di fondo la garanzia della restituzione integrale del capitale a scadenza, e una durata sufficientemente lunga.

Tuttavia, se per chi ha già in portafoglio il certificato non deve essere stato piacevole assistere ad un rialzo che finora non ha prodotto alcun beneficio alle proprie finanze, più di un buon motivo per considerare l’emissione lo potrebbe trovare chi è alla ricerca di “occasioni” a saldo. Vediamo nel dettaglio il perché.

Il certificato, come detto, è un Butterly, ossia una struttura a capitale protetto incondizionato che, al rispetto di una particolare condizione, è in grado di ribaltare in positivo le eventuali performance negative del sottostante. Il certificato ( avente codice ISIN IT0004457195 ) è stato emesso da Banca Aletti lo scorso 24 febbraio e presenta un livello di strike, corrispondente ai 100 euro nominali, pari a 773,14 punti. Alla scadenza del 25 febbraio 2013, oltre a poter contare sul ritorno dei 100 euro, l’investitore potrà beneficiare dell’intera variazione positiva dell’indice se questo, nei quattro anni di durata, non avrà mai quotato al di sopra dei 1314,34 punti, livello corrispondente ad un rialzo del 70% dallo strike. In caso contrario, la partecipazione al rialzo verrà annullata e il rimborso sarà pari a 100 euro.

Viceversa, in caso di ribasso dell’indice dai valori di strike, l’intera variazione negativa verrà ribaltata in positivo ( quindi un -20% si trasformerà in un guadagno del 20%) se l’indice non avrà mai quotato al di sotto dei 463,88 punti, un livello corrispondente ad un ribasso del 40% dallo strike. Anche in questo caso, tuttavia, se l’indice avrà segnato anche per un solo giorno un livello pari o inferiore alla soglia indicata, si perderà il diritto a godere dell’inversione del segno e si tornerà in possesso dei 100 euro nominali. Attenzione però, perché la partecipazione alle performance positive o negative dell’indice si perderà solamente nella direzione in cui è avvenuta la violazione del trading range.

In altre parole, se l’indice dopo aver quotato al di sopra dei 1314,34 punti ( evento che pregiudicherebbe la partecipazione ai rialzi) tornasse a scendere e terminasse in ribasso del 20% dai 773,14 punti, uno scenario plausibile in caso di brusco riaccendersi della volatilità, il rimborso sarebbe pari ai 100 euro nominali maggiorati del 20%.

Con un livello di indice di circa 1000 punti, in rialzo del 30% dai 773,14 punti dello strike, il certificato dovrebbe presentare una quotazione decisamente positiva. Al contrario, il Butterfly non è riuscito finora a spiccare il volo ed è fermo ancora al di sotto dei 98 euro. Motivo per cui, chi avesse sottoscritto a 100 euro, può ritenersi non soddisfatto della scelta. Ma , come si diceva, è anche il motivo per il quale potrebbe essere conveniente investire adesso.

Analizzando i termini della proposta, si sa per certo che alla scadenza si riceverà un rimborso di 100 euro: ne consegue che, acquistando a 98 euro, almeno un rendimento minimo del 2,04% si porterà a casa. Qualora, poi, l’indice dovesse trovarsi alla scadenza agli attuali 1000 punti senza aver mai violato al rialzo un livello che, da questo punto dista ancora di oltre il 30%, si riuscirà ad incassare una plusvalenza del 30%. Ipotizzando, invece, una discesa dai valori attuali, si subirà un ridimensionamento del guadagno, ma a quel punto, in un ipotetico raffronto con l’investimento diretto sull’indice effettuato con un benchmark, un Etf o un fondo comune dell’area statunitense, si riuscirà in ogni caso a fare meglio.

In conclusione, oltre ad un acquisto che per via della composizione tecnica della struttura risulta a sconto, c’è da segnalare l’opzione Quanto, che permette di non doversi preoccupare delle oscillazioni del tasso di cambio euro/dollaro. In qualsiasi scenario futuro, che veda l’indice sempre al di sotto dei 1314,34 punti, il Butterfly permetterà di ottenere alla scadenza un’overperformance rispetto agli strumenti di investimento più tradizionali.
Attenzione però, perché come tutte le medaglie, anche quella del Butterfly ha due facce.

Il rischio maggiore che si corre è di tornare in possesso dei 100 euro nominali alla scadenza, e quindi, di aver impegnato il proprio capitale per quattro anni senza ricevere alcuna remunerazione. Inoltre, è bene non considerare l’emissione con un’ottica di breve termine: le quotazioni potranno rimanere ancorate su questi livelli ancora per molto. L’elevata volatilità , che di norma accompagna il mercato al ribasso, e il forte rialzo, sono i principali nemici della struttura Butterfly: in questo caso, tuttavia, è bene considerare che per annullare l’eventuale partecipazione al ribasso l’indice dovrà finire molto al di sotto dei minimi toccati a marzo.

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