Una corsa all’oro in Cina

5 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

Il governo cinese ha annunciato che allentera’ le restrizioni sulle importazioni e le esportazioni di oro, citando un incremento della domanda interna del metallo prezioso.

Secondo gli esperti l’iniziativa dara’ nuovo slancio agli scambi commerciali di oro nel Paese, facendo schizzare al rialzo i prezzi. Prezzi che hanno raggiunto un record di circa $1265 l’oncia in giugno. Martedi’ sera i futures sul metallo giallo si erano attestati a quota $1185.35 a New York.

“Questa dichiarazione illustra chiaramente qual e’ l’atteggiamento del governo nei confronti dello sviluppo del mercato dell’oro”, ha detto al Wall Street Journal Hu Yanyan, un analista dell’oro di Everbright Futures, sottolineando che “affronta aspetti delle politiche del governo che il mercato aveva finora considerato oscuri”.

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La Cina rappresenta il secondo maggiore consumatore di oro nel mondo, dopo l’India. Pechino ha potenziato le importazioni d’oro negli ultimi anni, aumentando i livelli di scorte di banca centrale e investitori. Ma anche cosi’ le importazioni restano ancora modeste: l’anno scorso ammontavano a solo 31 tonnellate, secondo le stime pubblicate sul Journal.

Il Paese asiatico non solo e’ tra i maggiori acquirenti, ma anche il piu’ grande produttore di oro al mondo e la produzione potrebbe aumentare del 5% quest’anno, dalle 313 tonnellate nel 2009, secondo quanto reso noto a Bloomberg da Song Quanli, vice segretario del China National Gold Group.

Gli esperti sono convinti che in seguito alla nuova politica del governo, il numero di operazioni d’acquisto di oro dovrebbe aumentare.