Una “breccia fiscale” nei privilegi Chiesa nel giorno presa porta Pia

20 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Il 20 settembre, giorno simbolico della lotta contro il potere temporale di tutte le chiese e la nascita dello stato laico italiano, si terranno nelle principali citta’ d’Italia iniziative per sfatare il tabu’ dei favori fiscali concessi alla Chiesa e ridurre i privilegi di Vaticano e Cei. Perche’ anche il clero, che peraltro non viene eletto dal popolo, faccia la sua parte per ridurre il debito pubblico italiano, che sta raggiungendo i 2.000 miliardi.

“Durante la manovra finanziaria finalmente e’ diventato palese per tutti che e’ impensabile che gli unici intoccabili siano i privilegi del Vaticano. Vogliamo equita’ fiscale”, dice Mario Staderini, Segretario dei Radicali Italiani, in un servizio video pubblicato dal Fatto Quotidiano.

Con iniziative in varie città d’Italia, il partito dei radicali – raccogliendo un appello lanciato su queste pagine settimane fa – chiede il superamento dei privilegi fiscali degli enti ecclesiastici e il finanziamento pubblico della CEI. Ici, tasse sui rifiuti e sull’acqua, finanziamenti cospicui attraverso l’8 per mille, sono tante le agevolazioni di cui gode la Chiesa.

Nel giorno dell’anniversario della Breccia di Porta Pia, che sanci’ l’annessione di Roma al Regno d’Italia decretando la fine dello Stato Pontificio e del potere temporale dei Papi, a Roma, Firenze, Milano, Arezzo e Bologna si terranno diverse manifestazioni e conferenze stampa organizzate dal partito, nella speranza che anche esecutivo e opposizione recepiscano il messaggio. Nella capitale, dove e’ atteso il maggior numero di manifestanti, l’iniziativa porta il titolo di “La legge è uguale per tutti? Stop alle leggi fiscali di favore!”.

Il 3 settembre del 1870 la no­tizia secondo cui Napoleone era stato definitivamente sbaragliato a Sédan e preso prigioniero dai prussiani diede il via libera verso la strada della “liberazione” di Roma. Era con lui infatti che l’Italia aveva preso l’impegno di rispettare il potere temporale del Papa. Il 20 settembre il desiderio di Cavour si avvero’. E due settimane dopo, il 2 ottobre, gli italiani con 40 mila si e 46 no approvarano l’annessione di Roma, che divenne la nuova capitale. Un plebiscito. L’anniversario del 20 settembre e’ stata una festivita’ nazionale, finche’ non fu abolito sotto il Fascismo.

Viene da chiedersi quale sarebbe oggi il risultato di un referendum in cui, in un periodo di grave crisi e tagli dolorosi di bilancio, venisse chiesto ai cittadini di esprimersi sull’abolizione dei privilegi fiscali della Chiesa. In caso di vittoria sarebbe peraltro un prezioso assist al governo, tuttora alla disperata ricerca di risorse. In particolare dopo che il declassamento di Standard & Poor’s obblighera’, con ogni probabilita’, Pdl e Lega a mettere a punto nuove misure di austerita’.

Il Vaticano non paga Ici, Irpef, Ires, Imu e possiede il 30% degli immobili di Roma. Allo stato costa all’incirca 4 miliardi. Lo stock del debito pubblico italiano ha ormai superato la soglia dei 1.900 miliardi, pari al 123% del Pil, un record mai raggiunto prima nel paese.