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UN ALTRO ARTICOLO SUL CROLLO
DELLE BORSE? YES

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(WSI) –
Chi da settimane, chi da mesi, quasi tutti i broker del mondo aspettavano una correzione dei mercati borsistici. E quelli che non l´aspettavano, nel senso che non la desideravano per niente, sapevano comunque che era una delle ipotesi nell´aria. E finalmente è arrivata. La ricerca della colpa originaria per questo scivolone non è tanto semplice. Si sono lette e sentite moltissime ipotesi.

C´è chi sostiene che la colpa sia delle dichiarazioni/anatema di Greenspan: arriverà la recessione, negli Stati Uniti, a fine 2007. Un personaggio, Greenspan, a cui si attribuiscono vari miracoli finanziari e che ha lasciato la guida della Federal Reserve americana circondato da un alone di santità. Quindi molto autorevole. Ma c´è anche chi dice che la colpa è del crollo della Borsa di Shangai (oltre il 9 per cento in un giorno). E non mancano quelli che se la prendono con i carry traders (coloro che giocano in borsa indebitandosi, possibilmente in una valuta a buon mercato tipo lo yen), e che a un certo punto sono arrivati al capolinea, spaventati dalla vastità e pericolosità delle loro stesse azioni.

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Quel che è certo è che il mercato aveva bisogno di un pretesto, di un alibi, per poter correggere senza che strategist ed analisti potessero essere accusati di non aver previsto bene. Tutti sapevano perfettamente che si era corso troppo e che bisognava tornare indietro in un modo o nell´altro.

Ogni giorno le Borse si portavano in un´area sempre più pericolosa (da dove cioè i crolli sarebbero stati più catastrofici). In ogni caso il tema vero non è quello del perché ieri è successo quello che è successo, ma cercare di capire che può succedere domani. E anche su questo punto, che è centrale, non è facile essere chiari.

E, soprattutto, non c´è chiarezza sui mercati, fra i protagonisti, fra quelli insomma che stanno davanti agli schermi dei loro terminali e che in ogni istante decidono dove devono andare i listini, chi deve salire e chi deve scendere. Con qualche semplificazione si può dire che, a proposito delle Borse, il mondo è sostanzialmente diviso in tre correnti principali.

Al primo posto possiamo mettere i gufi. Sono quelli che il crollo l´avrebbero voluto mesi fa o che, addirittura, non avrebbero mai voluto questo ultimo rialzo (dal luglio dello scorso anno). Delusi e disillusi da mesi di rialzi, adesso sono lì che gioiscono e che giurano sul fatto che l´inversione di tendenza è strutturale (cioè se non eterna, di sicuro lunghissima), perché – dicono – Greenspan ha ragione e ci aspettano molti mesi di passione e di difficoltà nella maggiore economia del mondo, quella americana. Ma si tratta di una minoranza.

Ci sono poi coloro che sono convinti che questo piccolo, seppur violento, storno non sia altro che uno dei (pochi) piccoli dentini in una curva che sale da tempo e che continuerà a salire, perché l´epoca dell´abbondanza è appena cominciata. Anzi, al secondo giorno di rialzi già correvano a comprare. E al terzo giorno di ribassi erano un po´ frastornati, increduli. Insomma, basta, è ora di risalire. In questo gruppo, di ottimisti un po´ scriteriati, si raccoglie in realtà la maggioranza del mercato (forse addirittura la quasi totalità). Cosi infatti pare che ragioni la maggioranza della gente, dagli investitori professionisti ai risparmiatori fai-da-te.

Infine, c´è invece chi – e forse sono i più saggi – pensa che la situazione sia quella intermedia e che cioè la correzione sarà bella profonda, ancora un cinque o anche sette-otto per cento di calo di tutti i listini occidentali, di più per quelli orientali, e con una successiva ripresa più lenta di quanto non si sia visto in passato.

Ma il vero problema non è in realtà quello di punti percentuali di ulteriore perdita, ma dell´effetto della perdita sugli hedge funds, sui carry traders, sui tanti prodotti derivati e strutturati che banche e gestori hanno costruito negli ultimi tempi e, soprattutto, sulla psicologia degli operatori. E´ qui lo snodo delicato, è qui che potrebbe scoppiare la crisi non prevista.

Che l´insieme di questi speculatori portati per l´avventura e il rischio sia gente dalla psiche fragile lo si sa e lo si è visto anche nei giorni scorsi, con l´esplosione della volatilità e anche un po´ di panico visto che sia giovedì che venerdì hanno deciso di bloccare gli ordini computerizzati.

C´è comunque un elemento di tranquillità in questo quadro un po´ inquietante. E consiste nel fatto che le economie di tutto il mondo sono fondamentalmente sane, l´inflazione è dovunque sotto controllo, i tassi pertanto non saliranno e gli utili delle aziende saranno in lieve crescita. Infatti i saggi già vedono una fine dell´anno, con gli indici al di sopra dei livelli di questi giorni e pertanto con un ulteriore recupero sulle perdite possibili dei prossimi giorni. Insomma, forse ce la caviamo anche stavolta.

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