Umberto Bossi sbraita e va fuori di testa: Terùn a Napolitano

30 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Se l’é presa ancora una volta con Monti e con Napolitano artefici di un governo “non proprio democratico” e che mette le mani “nelle tasche del Nord”. E, secondo quanto riporta Repubblica, ha anche dato del terun al presidente della Repubblica.

Ieri sera è stato l’ex alleato Silvio Berlusconi il convitato di pietra della ‘Berghem Frecc’, la festa invernale del Carroccio bergamasco, che ha riunito sullo stesso palco Umberto Bossi, Roberto Maroni e Roberto Calderoli.
Un Berlusconi a cui quest’ultimo ha rivolto l’invito che tanti facevano proprio alla Lega fino a un mese e mezzo fa, quando a Palazzo Chigi c’era il Cavaliere: “dimostri di non essere l’utile idiota che sostiene un governo di sinistra, stacchi la spina al governo e si vada al voto”.

Dal palco l’analisi di Bossi è stata meno ultimativa ma altrettanto diretta: Mario Monti a suo giudizio “non capisce niente, non è riuscito a creare un solo posto di lavoro ed era molto meglio mettere un imprenditore che non un professore: anche un cretino capirebbe che se aumenti le tasse la gente ha meno soldi e si produce di meno”.

Per il leader leghista, dunque, “a breve ci saranno le elezioni, perché questo governo non dura”. Però intanto ha attaccato l’ex alleato: “di danni – ha detto Bossi – ne stanno facendo, Monti e il suo fedele alleato Berlusconi: tutto quello che dice la sinistra lo stanno mettendo in pratica”.

Il giudizio sui provvedimenti economici del governo Monti non é infatti cambiato nella Lega: “non c’é niente per la crescita, ma solo tasse”, hanno detto all’unisono Maroni e Calderoli, commentando la conferenza stampa del premier. Su che cosa farà Berlusconi c’é invece una prudente attesa, perché non è la Lega che farà la prima mossa. E’ vero che il Cavaliere ha detto che bisogna essere pronti a ogni evenienza, come le elezioni anticipate.

“Berlusconi e il Pdl sostengono il governo Monti – ha però osservato Maroni -. Quindi non ho capito bene: sono un po’ dentro e un po’ fuori? Mi viene difficile seguire queste contorsioni, vorremmo che anche chi critica il governo Monti si rendesse conto che bisogna recuperare i valori della democrazia piuttosto che continuare così”.

Nel frattempo la Lega continua la sua opposizione ‘al limite’. Bossi questa sera ha criticato il presidente del Consiglio ma anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a cui ha chiesto ai militanti di mandare un saluto ricevendo di rimando una salva di fischi. E l’orizzonte immediato, in attesa di nuovi sviluppi politici, resta l’indipenza della Padania: “A Milano – ha urlato Bossi – dobbiamo confermare che con le buone o le meno buone Padania sarà, adesso ci siamo rotti le balle”. E se secessione non si può dire, almeno che la si chiami – invita il senatur – “indipendenza”.