Francia al voto con poca “fraternité”: l’ultimo scoglio per l’Eurozona?

2 Maggio 2017, di Alessandro Piu

L’elezione del presidente francese potrebbe essere un punto di svolta positivo per l’Eurozona, a meno che vinca Marine Le Pen. Lo scenario politico dovrebbe rasserenarsi  in quanto il voto in Germania e Italia non è considerato problematico

La Francia si avvia a votare per il secondo turno delle elezioni presidenziali. In campo sono rimasti il candidato, nonché fondatore di En Marche!, Emmanuel Macron e la candidata del Front National, nonché eroina dei nazionalisti, Marine Le Pen. Sulla carta dei sondaggi dovrebbe vincere Macron e sgomberare così il campo europeo da gran parte delle incertezze politiche che finora lo hanno appesantito. Ci sono tuttavia ancora delle incertezze a cominciare dall’entità della vittoria del candidato di En Marche e dall’appoggio che riuscirà ad avere in Parlamento.

Per Pierre Olivier Beffy, capo economista di Exane Bnp Paribas “il contesto politico dovrebbe essere più favorevole nell’Eurozona nei prossimi 2 anni” andando così a rafforzare un contesto di economia e inflazione in crescita.

“Alla luce di tali fattori l’Europa sembra essere piuttosto interessante in un momento in cui Trump non ha fatto molto nei primi 100 giorni del suo mandato e la crescita della Cina ha probabilmente raggiunto il suo apice”.

La Francia al voto divisa

Non tutto è così lineare però. I francesi andranno a votare in un Paese dove la “liberté” è messa in dubbio dallo stato di emergenza, l’”egalité” ha lasciato il posto a molte disuguaglianze e la “fraternité” è minacciata da tre visibili fratture tra i cittadini che andranno a votare.

Vi é una tripla fattura all’interno della nazione. Macron – spiega Beffy – è il più popolare tra le famiglie che guadagnano più di 3.000 euro al mese mentre Le Pen è di gran lunga la più popolare tra le famiglie che guadagnano meno di 1.250 euro il mese. Macron è il candidato delle grandi città e dell’occidente del paese, mentre Le Pen è forte nelle zone rurali e specialmente nell’est della Francia. Infine un gran numero di elettori è scontento del risultato del primo turno. Queste divisioni economiche, geografiche e politiche sono condivise da molte nazioni sviluppate e dovrebbero essere visibili nel secondo turno”.

Macron, quanti ti voteranno?

I sondaggi vedono prevalere Macron con il 60% su Marine Le Pen al 40%. Ma quest’ultima è in recupero. Sarà importante vedere a quanto ammonterà la differenza tra i due dopo le votazioni.

“Il fatto che Marine Le Pen abbia il 40% delle intenzioni di voto è già un grandissimo risultato per l’estrema destra. Ma va considerato che l’affluenza potrebbe raggiungere un minimo storico nel secondo turno del prossimo weekend (il minimo fu toccato nel 1969 con un’affluenza del 69%) e perciò il gap tra Macron e Le Pen potrebbe essere inferiore alle stime. Inoltre molti hanno votato per Macron in modo automatico. Per esempio il 25% lo ha fatto per prevenire che un altro candidato diventasse presidente ma solo il 40% di tali votanti pensa che Macron sia un buon candidato (vs 60% per Le Pen, Fillon e Mélanchon). Insomma Macron dovrebbe avere il minor tasso di popolarità mai avuto da un presidente eletto finora”.