ULTIMA SPARATA INFLAZIONISTICA

11 Ottobre 2004, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Dovra’ succedere, suppongo. Un’ultima sparata inflazionistica per spaventarci tutti e costringerci a pensare che stiamo per finire ancora una volta in uno scenario da alta inflazione tipo anni ’70.

Sara’ quasi certamente lo strappo finale del periodo 2003-2004 di questo mercato inflazionistico “da guerra” per le commodities piu’ soggette al fenomeno e cioe’ soprattutto il petrolio (almeno nel medio-termine). Fino a quando questo trend inflattivo non termina, per gli indici di Wall Street sara’ molto difficile schiodarsi da dove sono adesso.

Ma basandomi sulle mie analisi dovrebbe finire molto presto, per la fine del mese di ottobre credo che vedremo i prezzi azionari crescere e i prezzi delle commodities calare, e in modo particolare quelli del greggio.

Ruota tutto sul prezzo del petrolio in questo momento a Wall Street, come tutti sappiamo. Non si puo’ neanche accendere la Tv su CNBC o su qualche altro canale di news finanziarie senza ormai vedere il ticker del greggio in tempo reale in qualche angolo dello schermo.

Ecco alcuni titoli recenti sul petrolio tratti dal Financial Times che mi sono ritagliato negli ultimi giorni (e’ il mio “collage della paura”); sono titoli di giornale che mostrano un’accelerazione nella paura relativa al rialzo del greggio e ci dicono che il lungo rally 2004 dell’oro nero e’ vicino alla fine:

Ecco: “L’aumento dei prezzi petroliferi costringe il FMI a tagliare le stime. Il Fondo mette in guardia: minacciata la crescita dell’economia mondiale”. “Il greggio supera la barriera dei $53”. “I timori sull’offerta spingono il petrolio ai nuovi massimi”. “I costi energetici preoccupano Wall Street”. “La paura sull’approvvigionamento di greggio spinge il prezzo ai nuovi record”. “Nuovi timori per le minacce ai pozzi in Nigeria”. “Per il G7 gli alti prezzi dei prodotti petroliferi sono un rischio per l’economia globale”.

La mia ultima analisi del grafico del greggio (XOI – Amex) mostra che la fiammata finale al rialzo e’ in corso proprio adesso. Considerando che il petrolio e’ gia’ al di sopra del suo precedente record assoluto, ogni ulteriore aumento del prezzo, nei prossimi giorni, servira’ soltanto a ringalluzzire ancor piu’ i ribassisti sul mercato azionario, e con cio’ preparando psicologicamente il terreno a un boom in borsa per la fine del quarto trimestre.

Per la fine dell’anno la mia previsione e’ che il greggio rivisitera’ la soglia dei $40, indipendentemente da quale picco potra’ raggiungere momentaneamente tra oggi e i prossimi giorni.

E che dire del prezzo dell’oro? Il gold (XAU – Phil) ha ancora a suo favore un momentum rialzista e si trova al di sopra delle medie mobile (in crescita) a 30/60/90 giorni. In verita’ sta quasi per incontrare la sua curva parabolica (anche questa al rialzo); il che dovrebbe avere come conseguenza un altro clamoroso rally del metallo giallo.

Un “trend inflationistico” che continuera’ indisturbato nel 2005 e’ quello realtivo al continuo rialzo dei prezzi delle case e del mercato immobiliare. Il mercato Toro nel settore “real estate” e’ ancora nel suo “punto dolce”, per cosi’ dire, della sua fase rialzista. Anzi, il 2005 potrebbe essere un anno memorabile per il mercato immobiliare degli Stati Uniti: potrebbe eclissare tutto quel che abbiamo gia’ visto finora in questo decennio ancora relativamente “giovane”.

Come ho gia’ scritto nel mio precedente articolo “Puo’ continuare il boom del mercato immobiliare?”, l’indice Morgan Stanley REIT (RMS – Amex) ha gia’ toccato il target abbastanza prudente che mi ero fissato a quota 680 e punta adesso a testare il livello di area 700 entro le prossime due settimane. E’ un grafico che fa impressione per quanto e’ robusto, come potete vedere voi stessi.

Infine due parole sui titoli tecnologici. Dopo aver seguito quest’anno tre onde ribassiste (una classica “correzione a-b-c”, per voi fans di Elliott Wave), il Nasdaq Composite (COMP – Nasdaq) non solo ha raggiunto il target al rialzo di quota 1950 che io avevo fisato tempo fa, ma l’ha anche superato. Il Nasdaq ha rotto la resistenza di quota 1925 e ha chiuso per due sedute consecutive al di sopra della media mobile a 90 giorni.

Questo in gergo noi lo chiamiamo “pivotal breakout”: significa che l’indice tecnologico ha ormai visto i minimi assoluti per quest’anno. Inoltre cio’ stabilisce un nuovo trend rialzista per il Nasdaq. Il Composite, molto probabilmente, guidera’ l’intero mercato azionario in alto, mentre proseguiamo in questo quarto trimestre dell’anno.

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