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Uk: Finmeccanica, il bottino di Farnborough

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Elicotteri in Brasile, partnership in Romania per gli Atr e vendite di tre aereoplani coprodotti con Eads in Finlandia. E’ il bottino conquistato ieri dal gruppo Finmeccanica al salone aeronautico di Farnborough in Gran Bretagna.
Partiamo dagli elicotteri: commessa da 300 milioni di euro per AgustaWestland in Brasile. La società sigla al salone di Farnborough un contratto con Synergy Aerospace. Prevede un ordine per sei elicotteri (A119 Koala, A109 Power, e AW139) e un’opzione per altri 56 da esercitare nei prossimi cinque anni. La società brasiliana diventa anche distributore di AgustaWestland per il Brasile. La commessa in carioca riguarda elicotteri per l’aviazione civile e viene considerata da AgustaWestland significativa anche perché rappresenta una “pietra miliare”, il primo importante contratto in America Latina per l’elicottero AW139. La consegna dei sei elicotteri è prevista entro tre anni. Annunciando la chiusura del contratto, l’amministratore delegato, Giuseppe Orsi, indica che, per il segmento civile, nel 2006 è atteso un aumento del 40 per cento dei ricavi, in linea con l’incremento registrato tra 2004 e 2005. L’obiettivo per il 2007 è di un miliardo di ricavi l’anno. A Farnborough, la società rileva anche nuovi dettagli del progetto per l’elicottero militare di nuova generazione AW149.
Intanto Alenia Aeronautica, società controllata da Finmeccanica, firmato una lettera d’intenti con la società Romaero. Prevede l’avvio di una serie di collaborazioni industriali nel settore dell’areonautica. In particolare, si prevede la produzione in Romania della “sezione 13” della fusoliera dell’Atr42/72. “La collaborazione industriale – indica Alenia Aeronautica – rappresenta l’opportunità per Romaero di entrare nel programma Atr nel mercato degli aerei regionali”.
Infine Atr, la joint-venture al 50 per cento di Alenia ed Eads nel trasporto aereo regionale, riceve dalla finlandese Finncomm Airlines un ordine per tre apparecchi Atr 72-500. Con questo nuovo contratto, salgono a 50 gli ordini ricevuti da Atr dall’inizio dell’anno e a 140 dal gennaio 2005. Il nuovo contratto, del valore di 54 milioni di dollari, è una prima conversione di tre opzioni sulle otto annunciate l’anno scorso al salone di Le Bourget assieme all’ordine di otto Atr 42-500. Atr è leader mondiale degli aerei da trasporto regionale a turboelica con il 55 per cento del mercato.
Con cinico realismo si potrebbe dire che i venti di guerra che giungono al salone aerospaziale sono segnali di un settore che non arretra e intravvede nuove possibilità di incrementare le proprie attività. Ma a Farnborough continuano a essere lontanissimi i fasti di fine millennio e il settore fatica a trovare segni stabili di ripresa, alla ricerca di nuovi assetti industriali a livello mondiale. Così anche l’edizione 2006 del salone aerospaziale londinese vive stancamente sul duello tra Boeing e Airbus alla ricerca di una supremazia nell’aviazione civile o di più avanzati equilibri. Su questo fronte Finmeccanica guarda alla sfida con distacco, sperando solo che si incrementino i volumi globali, poiché è fornitrice di entrambi gli sfidanti. Per l’azienda italiana si tratta invece di superare una frase di transizione che vuol dire consolidamento sui mercati in cui mette stabili radici (la Gran Bretagna, definita dal numero uno, Pier Francesco Guarguaglini, “il nostro secondo mercato domestico”, e gli Stati Uniti) e cerca di non perdere la sfida sui nuovi mercati: la Cina e l’Estremo Oriente. Su queste piste Finmeccanica chiede il sostegno del nuovo Governo, già dal viaggio del presidente del Consiglio, Romano Prodi, in Cina nel prossimo settembre. In Cina e nel Far East l’azienda italiana già si affaccia con il cosiddetto homeland security, cioè i sistemi di sicurezza e di informazioni degli Stati nazionali, e spera di poter raccogliere quanto sta seminando. Non a caso, anche secondo quanto detto dall’amministratore delegato di Selex Communications, Maurizio Tucci, il sistema di comunicazione criptato (dedicato soprattutto alle forze di polizia, ma anche alle varie protezioni civili) Tetra, appena sbarcato in Russia, su un mercato cioè che vale 10 miliardi di euro in dieci anni, può essere esportato anche in questi Paesi. La prima occasione è ravvicinatissima e potrebbe essere rappresentata dalle Olimpiadi in Cina nel 2008. L’homeland security è un mercato valutato in 300 miliardi in cinque anni: conquistarne fette, anche piccole, vuol dire dare volume ai ricavi e, soprattutto, chiudere spazi ai concorrenti. Ma le richieste di Finmeccanica al nuovo Governo non si fermano qui. A parte il discorso dei rapporti in Europa da ricostruire (a iniziare dalla Francia), si tratta di non far cadere la mannaia dei tagli alla spesa pubblica anche sulla spesa militare, già asfittica a una quota di investimenti al di sotto dell’un per cento del Pil nazionale dopo premesse di un incremento verso l’1,5. Finmeccanica ha finanziamenti già stanziati bloccati: le due prime tranche del Tetra alla polizia da 260 e 320 milioni attendono il via libera del Viminale. Ma ci sono partite ben più sostanziose. Sono circa 40 i programmi che le varie aziende del gruppo italiano che operano nell’aerospazio attendono che siano finanziate rispettando i contratti già firmati. Fra le voci maggiori poi c’è l’attesa per la terza tranche di finanziamento dell’Eurofighter e la firma, attesa per dicembre, del contratto governativo per il caccia americano Jsf. In questo caso, se Finmeccanica riuscisse a partecipare, come vorrebbe, alla progettazione e alla costruzione dell’ala, si garantirebbe commesse miliardarie per il proprio portafoglio. Molte speranze e poche certezze, dunque: Farnborough lascia insolute molte domande della vigilia.