Ue vuole limitare il diritto agli scioperi, ma i governi si oppongono

30 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – In Giappone in segno di protesta contro il proprio datore di lavoro, un dipendente non sciopera, bensi’ lavora come si trattasse di una normale giornata feriale, ma con al braccio una fascia di ‘lutto’. Negli Stati Uniti e’ molto raro che un lavoratore incroci le braccia, a meno che non faccia parte di un sindacato influente come ad esempio quello degli automobilisti.

L’Europa e Mario Monti devono aver pensato a questi casi particolari – per noi cosi’ ‘distanti’ – quando hanno lanciato la proposta di una bozza di legge comunitaria per limitare il diritto di scioperare.

Ma i parlamentari dei governi europei si sono opposti, mostrando il cartellino giallo alla Commissione Europea in tema lavoro. La proposta, elaborata in base ad un parere di Monti quando era consulente, ha ricevuto un “cartellino giallo”: meglio se la questione venga gestita a livello nazionale, hanno fatto sapere i deputati.

Nel farlo, i dodici parlamentari hanno denunciato il pericolo che il diritto di sciopero venga limitato in nome del funzionamento del mercato interno.

Tra i contrari i paesi scandinavi, Finlandia, Svezia e Danimarca, cosi’ come Portogallo, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Polonia, Francia e Belgio. Anche Olanda e Regno Unito hanno protestato.

Assente invece l’Italia. La Commissione Lavoro del Senato ha gia’ approvato una relazione del senatore del Pdl Maurizio Castro, favorevole al testo della Commissione.

La bozza ha l’obiettivo di chiarire i confini e l’equilibrio tra azione collettiva e liberta’ delle aziende di offrire i servizi in Ue.