Ue vuole ancora di più, Moscovici chiede altri tagli all’Italia

13 Dicembre 2018, di Daniele Chicca

Nonostante l’apprezzamento per la proposta italiana di ritocco della legge di bilancio 2019, l’Unione Europea chiede un ulteriore sforzo al governo. Pierre Moscovici, commissario europeo agli Affari Economici, ha definito “insufficiente” la riduzione del deficit.

Dopo che il governo Conte aveva presentato un piano di revisione della manovra finanziaria che fissa il rapporto tra deficit e Pil al 2,04%, i mercati hanno festeggiato con la Borsa italiane e i Btp che sono molto richiesti stamattina. Lo Spread tra Btp e Bund è sceso sotto quota 270 punti base e i rendimenti dei Btp sono scesi ai minimi da settembre.

Ma Bruxelles ha spiegato che tutto questo non basta: “non ci siamo ancora”, ha dichiarato. Intervenuto in un’audizione al Senato Moscovici, ex ministro francese degli Affari europei del governo Jospin, ha detto che “è un passo nella buona direzione, ma vorrei tuttavia aggiungere che non ci siamo ancora, che restano ancora dei passi da fare, forse da entrambe le parti”.

Non si possono violare le regole Ue

Nessuno stato membro dell’UE può permettersi di violare le regole del patto di stabilità e crescita, anche perché sarebbe messa in gioco la sua credibilità, e per questa ragione la Commissione, l’organo esecutivo del blocco, deve mostrarsi intransigente, ha spiegato Moscovici.

“Non si possono violare le regole”, ha insistito il commissario ribadendo che l’Italia è inadempiente e che non c’è un “trattamento di favore” nei confronti della Francia, il cui deficit sforerà ampiamente il 3% l’anno prossimo dopo le misure messe in atto da Macron per accontentare il collettivo dei Gilet Gialli che protesta in strada dal 17 novembre.

“Le regole possono essere applicate in modo intelligente, flessibili e fine, ma a queste non si può contravvenire”, ha insistito il commissario, precisando che “stiamo trovando un equilibrio tra il dialogo intenso e la preparazione necessaria alle prossime tappe procedurali” nel caso in cui il dialogo non porti frutti.

Il riferimento è alla possibilità di aprire una procedura di infrazione contro l’Italia. “Stiamo cercando il modo di rendere compatibili le scelte politiche, che sono quello che sono e che son legittime, con delle regole che sono comuni e che tutti seguono”, ha spiegato.

Bruxelles sta prendendo in considerazione tutti gli scenari possibili: tra questi c’è anche l’avvio di una procedura di infrazione per deficit eccessivo, che sarebbe una prima assoluta e che si tradurrebbe in sanzioni pecuniarie contro il nostro paese.

Il 23 ottobre la Commissione europea ha respinto al mittente la legge di bilancio italiano accusata di “inadempienze gravi” e previsioni troppo ottimiste sul Pil e sulla traiettoria di riduzione del debito pubblico.