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Ue: Più fondi per ricerca e innovazione nelle Pmi

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E’ ormai opinione consolidata che per affrontare le sfide della globalizzazione, per poter continuare a crescere e rimanere competitivi sul panorama mondiale, sia necessario puntare sull’innovazione e sulla creazione di nuovi posti di lavoro. Il problema dell’Europa risiede principalmente nel divario fra i livelli d’innovazione dei 27 Paesi che la compongono e che dedicano differenti quantità di risorse alle attività di ricerca. All’interno dell’Ue, alcuni Stati membri continuano a progredire, mentre altri non cessano di perdere terreno, mentre a livello internazionale, si allungano le distanze con gli Stati Uniti e il Giappone, e si rischia di essere sorpassati da potenze economiche emergenti come Cina e India, non solo in termini d’innovazione, ma anche a riguardo del numero di laureati, degli investimenti in tecnologie dell’informazione e della comunicazione, di propensione all’imprenditorialità e della creazione di nuovi brevetti.
La Commissione europea, ha pertanto giudicato importante delineare per il periodo finanziario 2007-2013, una nuova generazione di programmi che possano favorire la partecipazione delle Pmi, specialmente nel campo della ricerca. In primo luogo, troviamo il settimo progamma quadro di Ricerca e Sviluppo tecnologico, che mira a sviluppare la ricerca e l’innovazione tecnologica in Europa, e a costruire una società europea basata sulla conoscenza, rendendola una delle più avanzate, dinamiche e competitive sul panorama globale. Esso si struttura in ulteriori quattro programmi che si focalizzano su cooperazione, idee, persone e capacità, ed è dotato di un budget di 50,521 miliardi di euro, che sarà diretto a Università e istituti di ricerca, che svolgeranno attività innovative in vece delle Pmi, a consorzi d’imprese, ma anche a imprese singole. Altre possibilità di partecipazione ai programmi comunitari per le Pmi, derivano dal Cip (Competitiveness and innovation programme), che intende, con un budget di 3,621 miliardi di euro, stimolare la competitività e l’innovazione delle imprese, la crescita economica e l’occupazione in Europa e inoltre, promuovere l’efficienza energetica e il ricorso a fonti di energia alternative e rinnovabili. Esso si compone di quattro sub-programmi focalizzati sull’imprenditoria e l’innovazione, sulle tecnologie per l’informazione e la comunicazione e sull’utilizzo intelligente delle fonti di energia e le eco-innovazioni. I nuovi programmi comunitari dedicati a ricerca ed innovazione, dedicheranno più spazio alle Pmi, iniziando dall’introduzione della possibilità di stornare fondi da linee di bilancio con finanziamenti ancora disponibili verso altre linee di bilancio sulle quali si potrebbe concentrare un maggior numero di progetti, rendendo possibile l’approvazione di proposte, che precedentemente venivano bocciate, per mancanza di fondi.