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UE: Fusioni e acquisizioni al record del 2000

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Nel 2005 e nella prima parte del 2006 il valore delle attività di fusione e acquisizione (M&A) in cui le imprese dell’area euro ricoprono il ruolo di acquirenti sale a livelli prossimi, in termini relativi, a quelli osservati durante il boom registrato negli anni fra la fine degli anni Novanta e i primi anni del 2000. Lo afferma la Banca centrale europea, osservando che il settore finanziario “continua a svolgere un ruolo dominante nell’attività complessiva di M&A. Ciò potrebbe indicare che il processo di consolidamento del settore bancario europeo è ancora in atto e sta dunque proseguendo la tendenza osservata negli ultimi decenni”. A maggio del 2006 il valore delle transazioni di M&A condotte, nel corso dei precedenti dodici mesi e nelle quali le società dell’area euro svolgono un ruolo di acquirenti, raggiunge i 466 miliardi di euro: il valore delle operazioni condotte dalle società non finanziarie e da quelle finanziarie risulta rispettivamente pari a 280 e 186 miliardi miliardi di euro. Per quanto riguarda il settore delle società non finanziarie, la “vigorosa crescita delle transazioni di M&A nell’area euro osservata negli ultimi due anni sembra essere stata determinata principalmente dalle molto favorevoli condizioni di finanziamento – precisa l’Eurotower – che si sono riflesse in bassi costi di finanziamento mediante il ricorso a credito e in un’offerta abbondante dello stesso e da un andamento sostenuto degli utili in un periodo in cui gli investimenti delle imprese sono rimasti relativamente contenuti”. Le transazioni fra imprese nazionali continuano a essere la forma più comune, mentre quelle trasfrontaliere sono più limitate per numero. In particolare, l’importanza delle operazioni transfrontaliere “in seno all’area dell’euro rimane modesta (rappresentando il 14 per cento del numero complessivo di operazioni nel 2005), il che può suggerire che i vantaggi del mercato unico e dell’euro non sono stati ancora sfruttati in tutto il loro potenziale”. A tirare l’attività di M&A nell’area euro è il settore finanziario, che continua a svolgere “un ruolo dominante. Ciò potrebbe indicare che il processo di consolidamento del settore bancario europeo è ancora in atto e sta dunque proseguendo la tendenza osservata negli ultimi due decenni – prosegue l’Istituto di Francoforte – e ciò potrebbe altresì riflettere l’importanza crescente del settore del capitale di rischio nell’area euro”. Il recente aumento dell’attività di M&A in cui le società dell’area euro ricoprono il ruolo di acquirenti è caratterizzata dall’elevata proporzione di transazioni finanziate per cassa che, nell’ultimo biennio, rappresentano una quota compresa fra il 70 e il 90 per cento del volume complessivo di M&A. Le operazioni nazionali sono predominanti nel 2005 in termini sia di numero sia di valore. “Ciò riflette – precisa la Bce – il protrarsi del processo di consolidamento dei settori bancari nazionali. Nel contempo nel 2005 si è osservato un marcato aumento della quota di M&A transfrontaliere nel settore finanziario dell’area rispetto al 2000”.