Ue: Energia, separare produzione e reti

12 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

A sorpresa, il Consiglio europeo di Bruxelles ha approvato, come chiedeva la Commissione europea, il principio dell’unbundling, ovvero la separazione “effettiva” fra produzione/fornitura di energia e gestione delle reti di trasmissione (gasdotti ed elettrodotti).
Anche se il testo delle conclusioni dei Ventisette non menziona se la separazione debba riguardare la proprietà delle reti (l’opzione più radicale preferita dalla Commissione) o essere solo di carattere “funzionale”. Nelle ultime ore – notano fonti coinvolte nel negoziato – è cambiata la formula usata nel testo: non più un invito dai capi di Stati e di governo alla Commissione a presentare proposte, da discutere ulteriormente in un momento successivo e senza alcuna garanzia di approvazione, ma un’affermazione secca in cui si dice che “il Consiglio è d’accordo sulla necessità di procedere a una separazione effettiva”. La posizione della Commissione sull’unbundling nel settore dell’energia aveva trovato una forte opposizione, negli ultimi due mesi, proprio da parte della Germania, che esercita la presidenza di turno dell’Unione europea e ha facilitato il compromesso di ieri a Bruxelles, nonché dalla Francia e dalla Polonia.
Il Consiglio europeo, si legge nelle conclusioni, “tenendo conto delle caratteristiche dei settori del gas e dell’elettricità e dei nercati nazionali e regionali, è d’accordo sulla necessità di un’effettiva separazione fra le attività di fornitura e produzione e la gestione delle reti (‘unbundling’)”.
Questa separazione, si legge ancora nel testo, dovrà essere “basata su una rete di sistemi operativi gestiti in modo indipendente e regolati adeguatamente, che garantisca un accesso equo e aperto alle infrastrutture di trasporto, e l’indipendenza delle decisioni sugli investimenti nelle infrastrutture”.
L’accordo dei Ventisette riguarda anche la necessità di “una ulteriore armonizzazione dei poteri e un rafforzamento dell’indipendenza dei regolatori nazionali dell’energia”, nonché “lo stabilimento di una meccanismo indipendente che permetta ai regolatori nazionali di cooperare e prendere decisioni sulle questioni transfrontaliere”.
Anche questo è un punto su cui aveva insistito la Commissione europea: senza arrivare a parlare di un regolatore comunitario centralizzato o ‘federale’, l’Esecutivo dell’Unione europea considera essenziale che le Authority nazionali siano del tutto indipendenti (sia dai governi che dagli operatori sul mercato) e possano creare una sorta di “coordinamento” per poter prendere decisioni su una serie di questioni “paneuropee”(“cross-border”).