Ue: con ristrutturazione Grecia rischio di forte credit crunch

12 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Ora anche l’Unione europea avverte sugli effetti catastrofici che una possibile ristrutturazione del debito da parte della Grecia potrebbe provocare sia al paese che all’intera Eurozona.

“La ristrutturazione del debito da parte della Grecia avrebbe conseguenze rilevanti non solo sul sistema bancario greco, ma anche su tutte quelle banche che detengono tali titoli governativi”, ha detto Olli Rehn, commissario Ue agli Affari economici e monetari, secondo quanto riporta Bloomberg. “Una crisi bancaria di questa portata causerebbe una contrazione del credito, e in Grecia la contrazione dell’economia sarebbe senza precedenti”.

Cresce così l’opposizione in ambito europeo a una possibile ristrutturazione del debito greco, con parole giunte anche da Lorenzo Bini Smaghi – che ha parlato dell’ipotesi come un “suicidio politico” e Yves Mersch, due membri del direttorio della Bce, che hanno mostrato una visione unanime e contraria a questo tipo di soluzione.

Intanto, giungono notizie secondo cui la Finlandia approverebbe il piano di salvataggio per il terzo paese europeo a chiedere aiuti negli ultimi 12 mesi, il Portogallo, a condizione però che vengano date delle garanzie forti, come ad esempio la vendita di alcuni asset dello stato. “Abbiamo raggiunto una posizione di intesa”, ha detto alla stampa Jyrki Katainen, ministro delle Finanze finlandese, secondo quanto scrive Bloomberg.

La Finlandia richiede anche che il Portogallo, che necessiterebbe dell’approvazione di tutti e 17 gli stati per poter accedere al sistema di aiuti, inizi a trattare anche con gli investitori privati per assicurarsi che i loro fondi restino nel paese, prima dell’erogazione di un eventuale pacchetto di salvataggio. In aggiunta, Helsinki vorrebbe la garanzia che i prestiti dall’Europa siano ripagati prima degli investitori privati.

L’annuncio mette fine agli ultimi mesi di incertezza, che vedevano la Finlandia come maggiore oppositore alla richiesta di aiuti da parte del Portogallo, anche a causa del potere acquisito dal partito euro-scettico True Finns – Veri Finlandesi – nelle ultime elezioni.