Ue: centri di accoglienza migranti non all’altezza in Italia e Grecia

28 Aprile 2017, di Alberto Battaglia

Gli hotspot allestiti per i migranti in arrivo in Italia e in Grecia non sono ancora “adeguati”, nonostante il “considerevole supporto dell’Ue”. Lo scrive un report pubblicato dalla Corte dei Conti europea aggiungendo che i centri hotpot greci e italiani sono pensati per trattare 8mila persone, ma ogni giorno si trovano a farlo con 15-16mila migranti. In Grecia in particolare “continuano ad arrivare ancora più migranti nei centri di riconoscimento di quanti non ne vadano via e sono seriamente sovraffollati”, con alcuni bambini tenuti in custodia “in condizioni restrittive” per più di tre mesi.

“Nel complesso i centri di riconoscimento hanno aiutato a migliorare la gestione della migrazione nei Paesi di frontiera, sotto condizioni molto dure e in costante cambiamento, aumentondo la loro capacità ricettiva, migliorando le procedure di registrazione e rafforzando gli sforzi coordinati”.
Ma i problemi restano, come sottolineato in precedenza. In particolare, in Italia il problema sarebbe più concentrato nel ricevere i migranti, mentre in Grecia nell’offrire loro un posto dove stare.

“Il coordinamento a livello di singolo hotspot”, inoltre, “è ancora frammentario e sebbene si sia stabilito che la gestione complessiva degli hotspot sia responsabilità delle autorità centrali degli Stati membri, almeno in Grecia, queste ultime devono ancora assumere in pieno tale responsabilità”.

I problemi emersi nel report, ha detto uno dei due membri della European Court of Auditors responsabili del documento, “va trattato come una questione di urgenza”.