UE: Bruxelles, mercato lavoro e finanze pubbliche sotto pressione

5 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – “Pur essendo significativo, l’impatto della crisi economica sul mercato del lavoro dell’UE sembra meno grave rispetto a quanto inizialmente previsto.” Lo sottolinea la Commissione Europea, precisando che “ciò si spiega con l’adozione di misure a breve termine e con la conservazione dei posti di lavoro in alcuni Stati membri, ma è anche il risultato di riforme del passato. Recentemente hanno cominciato a manifestarsi segni di stabilizzazione, e le prospettive risultano lievemente migliorate rispetto alle previsioni d’autunno. Ciononostante, dato il consueto scarto tra gli sviluppi dell’economia reale e il mercato del lavoro, si prevede che quest’anno l’occupazione scenderà ancora dell’1% circa, e comincerà a crescere solo nel corso del 2011. Secondo le previsioni, il tasso di disoccupazione nell’UE si stabilizzerà intorno al 10% — cioè mezzo punto percentuale al di sotto delle previsioni dello scorso autunno — benché la situazione sia molto differenziata nei vari Stati membri. “La recessione ha avuto un forte impatto sulle finanze pubbliche. In conseguenza dell’entrata in funzione degli stabilizzatori automatici e delle misure discrezionali adottate a sostegno dell’economia nel quadro del piano europeo di ripresa economica, il disavanzo pubblico risulta triplicato rispetto al 2008. Si prevede che per l’UE raggiungerà il punto più alto quest’anno (toccando il 7¼% del PIL) e migliorerà lievemente nel 2011 (scendendo a circa il 6½%), in conseguenza del venir meno delle misure di sostegno temporaneo e della ripresa dell’attività. Secondo le previsioni, il rapporto debito/PIL è destinato a crescere. Il debito pubblico, mediamente elevato e ancora in crescita, è il lascito più duraturo della crisi, e si ripercuoterà sull’economia molto più a lungo dell’attuale periodo di previsione”.