Ubs: uscita Grecia dall’euro costerà 50% del Pil

9 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – L’uscita della Grecia dall’euro costerà al paese il 50% del Pil solo il primo anno. Nell’eventualità di un’uscita della Germania invece, il costo sarebbe un più modesto 25%. Per Berlino ammonta a €6.000 – €8.000 per persona il costo di un abbandono dell’euro, meno dei €1.000 richiesti per aiutare i paesi in difficoltà. Meglio dunque fornire assistenza. E quanto emerge da un report di Ubs dello scorso settembre, riproposto visto il ripresentarsi della problematica a seguito del fallimento dei politici greci di formare una coalizione.

“Il costo di un’uscita dall’euro da parte di un paese debole è notevole. Tra le conseguenze si possono citare il default del debito sovrano, default societario, crollo del sistema bancario e degli scambi internazionali. Le prospettive che la svalutazione aiuti sono minime”.

“Crediamo che il costo dell’uscita dall’euro di un paese debole si aggiri tra €9.500 a €11.500 per persona, solo ne primo anno. Tale costo dovrebbe ridursi ad appena €3.000 – €4.000 per persona negli anni seguenti. Una cifra equivalente al 40% – 50% del Pil, solo nel primo anno”.

Nel report viene descritta anche l’eventualità di una uscita della Germania dall’euro. “In caso un paese forte come la Germania dovesse uscire dall’euro, le conseguenze sarebbero default societari, ricapitalizzazione delle banche e crollo degli scambi internazionali. Se la Germania dovesse abbandonare l’euro, il costo sarebbe €6.000 – €8.000 per ogni adulto nel paese, solo il primo anno, mentre €3.500 – €4.500 negli anni seguenti. Cifre che si aggirano attorno al 20% – 25% del Pil solo nel primo anno”.

Il consiglio dunque è quello di continuare a fornire assistenza ai paesi in difficoltà. “Il costo per aiutare Grecia, Irlanda e Portogallo sarebbe appena €1.000 per persona, una tantum”.

Dopo che nella giornata di ieri l’agenzia di rating Fitch aveva definito “gestibile” l’abbandono della moneta unica da parte di Atene, oggi è stata la volta del governo tedesco: “le autorità politiche della coalizione CDU-FDP non continueranno a guardare alla situazione in corso in maniera passiva. Considerando l’incertezza politica in Grecia … dovremo offrire la possibilità di un’uscita controllata dall’Eurozona, senza tuttavia l’uscita dall’Unione europea”.