TUTTI I MISTERI
DEL PAPA MORENTE

6 Aprile 2005, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – La vera storia delle ultime ore di papa Wojtyla aspetta ancora di essere scritta. Troppe zone d´ombra sulle parole e i gesti attribuiti al pontefice nei due giorni convulsi del suo declino. C´è di mezzo anche il nome del cardinale in pectore, che Giovanni Paolo II avrebbe dovuto espressamente pronunciare dinanzi a due testimoni o scrivere su un foglio – sempre davanti a testimoni – quando era ancora in vita. E in tal caso avrebbe dovuto essere annunciato immediatamente. Perché le norme della tradizione escludono espressamente che si possano nominare cardinali per testamento.

Forse presto, oggi stesso, l´enigma sarà sciolto, ma è già chiaro che l´ultima parabola di Karol Wojtyla si è svolta diversamente da come alcuni chierici hanno voluto che fosse immaginata.
Giovedì 31 marzo. Per tutto il pomeriggio si rincorrono le voci (giuste) di un aggravamento improvviso delle condizioni del pontefice. Si dice anche che gli è stata data l´estrema unzione. Silenzio delle istanze ufficiali.

Soltanto a tarda sera verrà reso noto che già al mattino Wojtyla era stato colpito da febbre e che alle 18,45 era stato colto da ripetute crisi respiratorie accompagnate da un crollo di pressione.

Venerdì 1 aprile la situazione precipita. Il portavoce Navarro informa puntualmente: «Le condizioni di salute del Santo Padre sono molto gravi». I parametri biologici alterati, la pressione arteriosa instabile. Eppure, dopo che in serata sono affluiti in piazza San Pietro migliaia di papa-boys per incoraggiare il Papa tra canti e preghiere, filtra dal palazzo apostolico il racconto leggendario che Giovanni Paolo II sarebbe riuscito a dire, seppure a scatti, una frase intera rivolta ai giovani: «Vi ho cercato. Adesso voi siete venuti da me. E vi ringrazio».

Episodio singolare. Infatti da venerdì mattina sono univoche le testimonianze dei cardinali andati in visita dal papa. Dicono tutti che non riesce più a parlare. Il cardinale Szoka è preciso. Non solo Wojtyla non parla, ma ha «grande difficoltà a respirare», e non riesce nemmeno a fare il gesto della croce. Il cardinale Barragan annuncia a tarda sera che il Papa «sta per morire».

E si arriva a sabato. Alle 21,37 Giovanni Paolo II si spegne, ma un sacerdote polacco – senza mai ricevere smentite – afferma che il pontefice «ha accennato un gesto di benedizione, ha fatto un grandissimo sforzo e ha pronunciato la parola “Amen”». Sulla pia ricostruzione cala come una mannaia la dichiarazione del professor Buzzonetti a “Repubblica”: «Il Santo Padre di parole non ne ha potute pronunciare nemmeno una prima del trapasso. Così come gli era successo negli ultimi giorni, non poteva parlare, era costretto al silenzio».

Fonti confidenziali fanno sapere inoltre che il pontefice aveva «già perso definitivamente coscienza» un´ora e quaranta prima di morire. Il dettaglio apre, però, interrogativi sull´ultima messa celebrata per il Papa alle ore 20 di sabato (secondo comunicato della Santa Sede) e durante la quale gli è stata somministrata nuovamente l´estrema unzione e data la comunione. Sorge la domanda: come si può dare l´eucaristia quando una persona ha già perso definitivamente i sensi?
Un po´ di mistero sfiora anche le disposizioni sulla tomba. Molti si chiedono come si possa disporre la sepoltura in San Pietro interpretando la volontà di Wojtyla senza che nessuno (almeno il Camerlengo cardinale Martines Somalo e il vice-segretario di stato Sandri) abbia verificato prima che nel testamento non ci siano indicazioni contrarie.

Ma più di ogni altra cosa interrogativi e speculazioni si intrecciano sull´enigma del cardinale in pectore. Dev´essere stato un nome molto significativo per Giovanni Paolo II. Il fedele Dziwisz? O qualcuno come l´arcivescovo Zen di Hong-Kong? Zen proprio ieri con eccezionale tempismo ha rivelato che il Vaticano è già pronto ad allacciare relazioni con la Cina e a rompere i rapporti diplomatici con Taiwan, se ci sarà un negoziato serio con Pechino. Un cardinale cinese, prodromo di quei rapporti ufficiali con la Cina che Giovanni Paolo ha sempre sognato? Sarebbe l´ultimo colpo d´ala di papa Wojtyla.

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