TUTTI GLI ASSEGNI NON TRASFERIBILI

12 Gennaio 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Tutti gli assegni non trasferibili. Questo, secondo quanto risulta a Finanza & Mercati, il rivoluzionario progetto allo studio del Tesoro. Per ora si tratta solo di una ipotesi cui gli esperti di Via XX Settembre stanno lavorando nell’ambito delle misure per contrastare il riciclaggio di denaro sporco. Ma se venisse messa in campo comporterebbe uno stravolgimento nei sistemi di pagamento del nostro Paese.

Il piano prevede infatti di proibire la trasferibilità degli assegni bancari anche per importi inferiori a 12.500 euro, cioè il limite oltre il quale è già vietata la cosiddetta girata. La decisione, di fatto, limiterebbe drasticamente l’uso del più classico dei titoli di credito.

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Anche se in costante calo (nel 2005 l’utilizzo è sceso del 5,13% rispetto all’anno precedente), l’assegno in Italia è ancora di moda. Gli ultimi dati di Bankitalia dicono che ogni anno viene emesso quasi mezzo milione di pezzi, per un importo complessivo che supera il miliardo di euro. La fetta maggiore (circa il 78,8%) riguarda gli assegni bancari. Il resto, invece, sono i circolari. Tra i titoli bancari, stando ad alcune stime del settore, la quota più grande è di tagli piuttosto contenuti, spesso inferiore a 10mila euro, usati soprattutto per concludere affari di piccoli importi e, in particolare, dai commercianti. Quest’ultimi sarebbero i più penalizzati, insieme con le piccole e medie imprese, da un eventuale giro di vite sulla trasferibilità, visto che spesso l’assegno viene «girato» diverse volte prima di essere portato all’incasso.

Sempre sul fronte della lotta al denaro sporco, il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, ha provveduto a correggere il decreto sull’antiriciclaggio. La prima versione del provvedimento era stata bocciata a dicembre dal Consiglio di Stato, che in pratica aveva giudicato un po’ troppo leggere le misure messe a punto da Padoa-Schioppa. Due, in particolare, i punti che non avevano convinto i giudici di Palazzo Spada. Il responsabile dell’Economia aveva escluso i Caf dai soggetti sottoposti all’obbligo di segnalazione sospette. E poi aveva previsto un requisito per i professionisti (l’iscrizione a un albo), peraltro già bocciato dalla Commissione europea. Il nuovo testo è stato già trasmesso al Consiglio per il via libera definitivo.

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