Tumori e ricerca: come individuare le fake news

14 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

Alzi la mano chi non si affida al web per la ricerca di sintomi su possibili malattie, il cancro in primis. Ma quanto c’è di verso su quello che leggiamo in rete? Per capirlo il Corriere della Sera ha chiesto a Gianmauro Numico, vicepresidente del Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri, di stilare una sorta di decalogo per aiutare i lettori ad orientarsi  quando leggono una notizia bomba sui tumori, in particolare un nuovo studio o una nuova ricerca.

Il vademecum risulterà utile a molti. In primis dice che è bene stare alla larga da chi scrive di miracoli o svolte epocali: se una notizia appare troppo bella o brutta per essere vera, probabilmente non lo è. I titoli acchiappa-clic spesso inducono in errore ma alcuni indizi possono aiutarci per capire se la notizia è fondata o meno.

Basta guardare a chi dà la notizia in primis e a chi ha portato avanti la ricerca e l’ha finanziata. Poi occorre soffermarsi sull’oggetto della sperimentazione se si tratta di uno studio sulle cellule, sugli animali o sulla salute dei pazienti.

Risultati di laboratorio: sui pazienti non sono gli stessi

I test in vitro (in laboratorio) e in vivo (su cavie) precedono gli studi sui pazienti e servono per stabilire sul meccanismo d’azione la potenziale tossicità. È da questi test che si definisce se il farmaco sperimentale possa procedere nella fasi successive. I risultati che si ottengono in laboratorio non sono gli stessi che si ottengono sui pazienti: nella sperimentazione umana intervengono molte variabili che possono modificare l’effetto del farmaco.

Sottolinea Munico. Un altro fattore fondamentale da considerare è dove viene pubblicato lo studio/articolo.

Il risultato degli studi viene solitamente pubblicato da riviste scientifiche (…) un’altra modalità di diffusione delle informazioni è la presentazione a conferenze e convegni. In questo caso, spesso le notizie fornite sono parziali, non sono oggetto di valutazione e vanno quindi considerate preliminari. Solo al momento della pubblicazione è possibile dare un giudizio completo e tra la prima presentazione e la pubblicazione definitiva spesso trascorre molto tempo.

Altri fattori da considerare sono quante persone hanno partecipato alla sperimentazione e se l’informazione è recente o datata.