TRUFFA CONTRO
I BROKER ONLINE

9 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) –
«Facile speculare usando i soldi degli altri». È lo sfogo di decine di piccoli risparmiatori americani i cui conti-titoli on line, aperti presso le più note case di brokeraggio, sono stati utilizzati in maniera fraudolenta in barba a tutti i migliori strumenti di sicurezza informatica. Una banda di truffatori dell’Est Europa (scoperti dalla Sec negli Stati Uniti) per mesi si sono presi gioco di gruppi come E*trade Financial, Td Ameritrade e Merrill Lynch: l’organizzazione criminale ha incassato almeno 730mila dollari di profitti illegali, manipolando i prezzi delle azioni tramite conti online altrui.

Il meccanismo utilizzato non era troppo complicato: si trattava di generare plusvalenza tramite conti on line di ignari clienti: da regolarissimi conti titoli venivano acquistate azioni di piccole società poco scambiate in Borsa. Quindi i truffatori, tramite il sistema del phishing per esempio, riuscivano a entrare in alcuni conti on line e da qui acquistavano le azioni precedentemente depositate sui conti regolari.

Nel giro di poche ore venivano effettuati rapidi movimenti di vendita e riacquisto in modo da gonfiare il prezzo del titolo, dopodiché le azioni tornavano sul conto regolare di partenza. A quel punto non restava che passare all’incasso rivendendo il pacchetto sul mercato, cosa che garantiva una buona plusvalenza rispetto al punto di partenza. La banda è risultata collegata a 20 persone residenti in Russia, Lettonia, Lituania e nelle isole Vergini inglesi, mentre i loro conti erano gestiti tramite la Jsc Parex Bank, che ha sede a Riga, capitale della Lettonia.

Sembra che per le società di brokeraggio la perdita complessiva sia stata di almeno 2 milioni di dollari: più che l’ammontare delle transazioni, il fatto sta preoccupando i mercati per la possibilità, ormai palese, di infrangere i sistemi di sicurezza anche dei broker più noti e utilizzati.

Copyright © Bloomberg – Finanza&Mercati per Wall Street Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved