TROPPI SHORT
ORSO IN CRISI

2 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

*Gaetano Evangelista e’ Ad di Age Italia. Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) –
Risale al 7 ottobre scorso l’ultima volta in cui ci siamo occupati delle azioni della Borsa di New York complessivamente vendute allo scoperto. In quella occasione abbiamo avuto modo di rilevare una cospicua attività degli investitori in tal senso. Un fatto che ci faceva concludere: «Dal punto di vista contrarian è un voto a favore della continuazione dell’uptrend».

E siamo contenti di poter dire che mai previsione si è rivelata più azzeccata.
Se torniamo a parlare questa volta di Short Interest (SI), è per via dell’impennata che ha avuto questo dato in occasione dell’ultima rilevazione mensile sul Nyse, relativa cioè al periodo compreso fra metà febbraio e metà marzo: vale a dire, tutto il periodo che ha caratterizzato la recente correzione delle borse azionarie mondiali. Al 15 marzo, per l’appunto, le azioni complessivamente vendute allo scoperto sul Nyse ammontavano a 10,5 milioni di pezzi. Un incremento del 9,5%, rispetto alla rilevazione mensile precedente.

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Arriviamo così al punto: questa crescita dello «scoperto» rappresenta il dato più elevato mai sperimentato dal 2001 in poi. E come puntualizzato nel precedente intervento, una crescita relativamente elevata dello SI, in un determinato arco di tempo, rappresenta in termini «contrarian» un punto a favore dell’ipotesi di esaurimento del ribasso. Il grafico (a fianco) offre una evidente conferma.

Si raffigura l’andamento dello SI e, più in basso, la variazione mensile del medesimo. I momenti in cui questo dato è cresciuto di almeno il 4% rispetto al mese precedente risalgono al giugno-agosto 2002, al marzo 2003, al marzo 2005 e al giugno 2006. In tutti i casi citati la risposta del mercato non ha tardato a farsi attendere. E anche stavolta è probabile che il boom del ricorso a questa «infelice» modalità operativa, sarà seguito da un prolungato nuovo rialzo delle quotazioni nei prossimi mesi.

Questa previsione trova una conferma anche esaminando l’andamento dello scoperto limitatamente agli Odd-Lot, vale a dire le transazioni di entità inferiore alle 100 azioni, tradizionale appannaggio dei piccoli investitori. L’Odd-Lot Short ratio (OLSR) misura il rapporto tra le vendite short e le transazioni complessive nell’ambito di questa particolare categoria. Il grafico (disponibile all’indirizzo http://urlin.it/c9b), mostra una sensibile crescita della componente short delle transazioni Odd-Lot – in modo particolare da dicembre in poi – che ora rappresentano un quarto del totale delle transazioni complessive. Come dire che più sale il mercato, e più i piccoli investitori si intestardiscono ad andargli contro. Ma sappiamo che la storia non è molto benevola con questa tipologia di operatori

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