Eurozona pagina 210
Siamo invece i primi in Ue in 2012 per spesa su interessi: peso sul Pil pari al 5,5%. In merito a pressione fiscale, salita al 44% l’anno scorso, solo tre paesi ci superano. Debito/Pil su al 127%.
Ancora una volta a decidere i destini del Portogallo e dei suoi bond non saranno né i mercati né i politici portoghesi, bensì la Germania e la sua cancelliera. L’opinione di Alessandro Fugnoli
Le previsioni di Citigroup e di Ubs. L’economia è entrata nel terzo anno di recessione e la disoccupazione viaggia sopra il 18%. L’austerity non ha riportato i conti in ordine. Ha solo messo in ginocchio il paese.
“I tassi resteranno ai livelli attuali o più in basso per un periodo di tempo esteso”, ha detto il banchiere centrale. Prima volta che Eurotower rilascia guidance su costo denaro, in stile Fed.
A rischio le banche minori. Economisti: in caso di mancata capitalizzazione “si ripresenterebbe una situazione tipo Cipro, con rischi di contagio”. E di tensioni sociali. Pericolo crisi di fiducia.
Auspicabile ritorno al Trattato di Maastricht. Helsinki vuole solo una cosa: proteggersi dalla Russia. Se l’euro dovesse indebolirsi il turno della Germania potrebbe arrivare con le elezioni del 2017.
L’incertezza pre meeting metterà sotto pressione la moneta unica. Da Mario Draghi attesi toni da colomba: enfatizzerà l’importanza delle linee guida future. Visto calo del 3%.
I rendimenti poi riscendono al 7,245%. Un ministro si dimette e altri due sono pronti a lasciare: traballa l’esecutivo del premier Pedro Passos Coelho (foto). Borsa Lisbona -5,6%. Ko banche: perdite fino a -13%.
L’intervista: “Trovo estremamente deplorevole che le élite economiche si assumano così poca responsabilità”. Ora riconquistare in Europa la fiducia del mondo e garantire più circolazione dei cervelli.
Manca visione, 80% norme non esecutive nell’immediato. Secondo il giurista Michele Tiraboschi “Pare la riedizione del pacchetto Treu del 1997”. Grandi assenti reddito minimo garantito e garanzie ai giovani.