Trend Calzaturiero, crescita generalizzata cig nel 1° trim

15 Aprile 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Scende il ricorso alla cassa integrazione guadagni (cig), nel primo trimestre 2010, nei distretti calzaturieri di Vigevano, Montebelluna e del Nord Barese. Seppure in un contesto di crescita ancora generalizzata delle ore di Cig per l’insieme delle realtà distrettuali del settore. Lo rileva Trend Calzaturiero sulla base dei dati Inps provinciali relativi alle imprese del comparto pelli, cuoio e calzature. Al polo di Vigevano, nella provincia di Pavia, spetta la migliore performance, con una contrazione significativa del numero di ore di Cig autorizzate nel trimestre, quantificata in un meno 42% rispetto al gennaio-marzo 2009. Nel distretto Trevigiano di Montebelluna, specializzato nella calzatura sportiva, il calo su base annua ha sfiorato il 9%. Mentre nel Nord Barese le evidenze statistiche restituiscono una contrazione del 2,4%. Per l’insieme degli ambiti calzaturieri italiani si rileva, nel primo trimestre 2010, un monte ore di Cig di 5,66 milioni, il doppio di quelle autorizzate nel corrispondente periodo dell’anno scorso. Una crescita – spiega Trend Calzaturiero – che, seppure sostenuta, risulta in forte decelerazione rispetto alla dinamica rilevata nel 2009, quando il numero di ore di cassa integrazione era più che triplicato. L’emergenza, insomma, sembra gradualmente rientrare, con il superamento dalla fase più acuta del ciclo recessivo, di cui stanno dando conferma i più recenti sviluppi macro. Nel distretto Veronese, oltre ai poli di Fusignano (Ravenna) e della Bassa Bresciana, le ore di Cig, seppure in aumento, sono cresciute a un ritmo sensibilmente inferiore alla media. Nelle restanti 9 realtà, delle 15 che compongono il sistema a cluster del settore calzaturiero italiano, le risultanze del trimestre segnalano invece tassi di crescita superiori al dato medio distrettuale. Da rilevare una forte riduzione dell’incidenza della Cig dei distretti sul numero complessivo di ore autorizzate al settore pelli e calzature, con il dato di quest’anno sceso al 71%, dal 79% del primo trimestre 2009.