Tremonti smentisce voci dimissioni: restero’ anche nel dopo manovra

13 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Il ministro del Tesoro Giulio Tremonti smentisce le ricorrenti voci su sue imminenti dimissioni e dice che resterà al suo posto. Lo fa all’inizio del suo intervento all’assemblea dell’Abi citando Tito Livio: “Hic manebimus optime”, cioè resteremo splendidamente al nostro posto.

Nella frase precedente il ministro dell’Economia aveva detto che la manovra attualmente all’esame del Parlamento “sarà accompagnata da chi si prende la responsabilità di averla presentata”, cioè ha smentito che si potrebbe dimettere dopo l’approvazione della manovra stessa, eventualità riportata anche oggi da alcuni giornali.

Negli ultimi giorni avevano iniziato a intensificarsi le voci sul coinvolgimento diretto di Tremonti, sempre più isolato e provato fisicamente dallo scontro interno al Pdl, nel possibile rimpasto di governo allo studio del premier. E’ ancora “fanta calcio mercato”, ma secondo la Repubblica, il presidente del Consiglio avrebbe preso i primi contatti con l’ex commissario Ue, Mario Monti, che avrebbe dato la propria disponibilità.

Parlando della manovra che passera’ al vaglio del Senato domani, il ministro ha detto che “Dobbiamo certamente iniziare un processo di privatizzazioni ma questo dovra’ essere fatto al termine della crisi”. “Puoi privatizzare se c’e’ qualcuno che compra”, ha spiegato Tremonti.

Intanto Moody’s ha gettato acqua sulle fiamme della crisi, osservando che l’Italia ha buoni fondamentali e i passi che deve compiere, in termini di risanamento dei conti, sono più piccoli di quelli di altri paesi.

È l’opinione del vicepresidente e responsabile rating sull’Italia dell’agenzia, Alexander Kockerbeck, intervistato dal Messaggero dopo le recenti sedute di forti tensioni di mercato sul debito italiano.

“Per noi conta la possibilità che l’Italia abbia a portata di mano la possibilità di cambiare il trend. I passi che deve compiere sono più piccoli rispetto a quelli necessari ad altri paesi. L’avanzo primario esiste già e questa è una grade differenza rispetto alla Grecia, all’Irlanda e al Portogallo” si legge nell’intervista al quotidiano.

Kockerbeck sottolinea la necessità che la manovra correttiva da 40 miliardi appena varata dal governo venga approvata e attuata “così com’è”. “Le misure dimostrano che il governo ha molte opzioni davanti a sé per intervenire sia sul lato della spesa che su quello delle entrate” spiega l’analista di Moody’s ricordando tuttavia che negli ultimi giorni si è assistito ad “alcuni contrasti politici”, attorno alla figura del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che hanno generato “un aumento dei rischi di attuazione delle misure, e questo potrebbe essere stato un fattore di nervosismo”.

Alla luce del rialzo, ieri, fino a oltre 350 punti base, dello spread Btp-Bund, Kockerbeck spiega che “ora c’è molto nervosismo sul mercato e questo può portare a degli eccessi”: “Però i fondamentali dai quali può nascere una storia di contagio in Italia semplicemente non ci sono. Altrove ci sono state grosse sorprese negative , mentre la situazione dell’Italia è ben nota e non è cambiata” aggiunge l’analista.

“Il Tesoro ha margine di manovra, molti titoli hanno una scadenza lunga e anche se gli spread salgono, il pagamento è sostenibile” aggiunge Kockerbeck, con un notazione finale sulle banche italiane, su cui Moody’s ha da poco lanciato l’allarme: “hanno un approcio conservativo e prudente. Ora hanno un po’ di crediti a rischio e, ovviamente, hanno in pancia molti titoli di Stato perchè fanno parte della folta schiera di investitori domestici”.

Il mese scorso Moody’s ha messo sotto osservazione il rating Aa2 italiano per un possibile downgrade.